thumbnail Ciao,

Il tecnico salentino risponde al ct della Russia: "Su certi palcoscenici ci vogliono una mentalità adatta e organizzazione di gioco".

Meglio la Juventus di Conte o quella di Capello? Questa domanda è diventata ricorrente tra gli appassionati di calcio negli ultimi mesi. Lo splendido 2012 della compagine bianconera, ha fatto sorgere diversi paragoni con la grande squadra che venne allestita ai tempi del tecnico di Pieris.

Quella di Antonio Conte, è stata capace di mettere in cascina ben 94 punti uno in più di quello che riuscirono a raggranellare i vari Ibrahimovic, Nedved e Del Piero. Un record destinato a durare probabilmente per diversi anni ancora, ma che ha portato l'attuale ct della Russia ad una riflessione che al tecnico leccese è piaciuta poco: "Ai nostri tempi la concorrenza era maggiore, c'erano avversari di livello superiore".

Antonio Conte ha così ricordato quella Juventus: "Era una squadra stratosferica, forse si costruì la Juve più forte di tutti i tempi. Non dimentichiamo che ben otto dei giocatori di quella squadra giocarono la finale del Mondiale del 2006 e che in rosa c'erano due Palloni d'Oro. Era quella una compagine nella quale gente come Del Piero, Mutu e Ferrara finivano spesso in panchina, c'erano Trezeguet e Ibrahimovic e con Capello arrivarono campioni del calibro di Vieira, Emerson e appunto Ibra. Venne fatto un qualcosa di straordinario e furono effettivamente vinti due Scudetti".

Dopo i complimenti a quella Juve, la bordata: "Era una grandissima squadra quella, eppure in Champions fece realmente poco. E' questa la dimostrazione del fatto che su determinati palcoscenici oltre ai grandi giocatori ci vogliono anche una mentalità adatta e organizzazione di gioco".

Secondo Conte, i risultati ottenuti dalla sua Juve non meritano di essere sminuiti in questo modo: "Le imprese vanno applaudite e basta".

Sullo stesso argomento