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Marroccu disteso, unico del clan Cagliari: "Giocatori e tecnici non parleranno, così non diranno qualche parola di troppo..."

Il direttore generale rossoblù è l'unico cagliaritano a presentarsi ai microfoni nel post-partita: "E' corretto tutelare le emozioni. Fischi a Ibarbo? Non ci sono termini..."

Troppo arrabbiati giocatori e allenatori del Cagliari per parlare nel post-partita. Quel rigore (giusto o meno) non va giù. Ai microfoni di 'Sky Sport', dopo il 2-1 in rimonta subito contro la Lazio si presenta così il direttore generale Francesco Marroccu.

"Il rigore secondo il regolamento c'era? Allora cercheremo di fare di più per riprenderci" le sue prime dichiarazioni.
Non parleranno nè i tecnici nè i giocatori: "In questi momenti la persona più serena e tranquilla va a parlare, i giocatori raccolgono le energie e i pensieri invece di dire qualcosa di troppo in più. E' una linea di rispetto, non di polemica".

Ibarbo subissato dai fischi razzisti: "Ho segnalato al quarto uomo che stavano diventando sempre più insistenti. Volevo non si ripetessero, per essere corretto ho parlato con lui visto che non avevo ancora sentito l'annuncio allo stadio. Non so che termini usare contro queste persone".

"Negli ultimi minuti ho invitato i giocatori a mantenere la calma, c'è un girone intero per riprendersi. Aspettiamo il pubblico numeroso nella prossima gara decisiva contro il Genoa. Non parlerà nessuno? E' corretto tutelare le emozioni dei nostri tesserati, anche nei confronti delle istituzioni. Non sarò così importante, ma comunque la società parla...".

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