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Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', l'estremo difensore ha tessuto le lodi del suo collega e amico nerazzurro e analizzato l'esperienza in Friuli.

Difendere i pali di una squadra di Serie A non è mai un'impresa da poco, se poi raccogli le redini lasciate da un campione come Handanovic la sfida è ancora più interessante.

Alla ripresa del campionato Brkic e Samir si incroceranno: rivali in campo, amici nella vita privata, tra i due intercorre un rapporto di reciproca stima, testimoniata dalla dichiarazione al miele rilasciata dal bianconero alla 'Gazzetta dello Sport' sul suo collega: "Continuo a vederlo al top, come ai tempi di Udine. Resta uno dei tre portieri migliori d'Europa".

Una caratteristica che lo accomuna al suo illustre predecessore è l'abilità nel parare i rigori: "Io sono in porta per parare. Segreti non ce ne sono. Come tutti i miei colleghi, studio il modo di calciare dei rigoristi, ma le chance dipendono dallo stare fermi il più possibile e dalla concentrazione, quella che ci serve per arrivare presto a quota 40 punti".

Alla 'rosea', il portiere sloveno ha affidato anche il proprio bilancio dell'esperienza col club di Pozzo: "La Serie A è durissima. Ma io sono soddisfatto di questi 5 mesi e mezzo in Friuli, anche se so bene che devo continuare a lavorare. L'errore con lo Young Boys? Potevo e dovevo fare di più nella gara di ritorno a Udine con lo Young Boys. In generale, un portiere non deve fissarsi sugli errori, ma deve voltare pagina restando consapevole delle proprie potenzialità e riprendendo a lavorare, anche di testa".

Non solo gioie ha portato l'esperienza in Friuli: "Cosa mi brucia di più? L'eliminazione al preliminare contro lo Sporting Braga perchè ci ha tolto la possibilità di giocare la Champions e la sconfitta a tempo scaduto con la Fiorentina all'esordio in campionato.

Come giudico la stagione dell'Udinese fino a qui? Dispiace essere usciti dalle coppe, ma in generale è positiva. In campionato stiamo facendo bene e abbiamo tanta fiducia per il girone di ritorno. Non bisogna dimenticare che abbiamo giocato ogni 3 giorni e senza avere 8-10 giocatori"
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La tranquillità e l'affetto della piazza, la serietà del club sono le principali ragioni per augurarsi una lunga permanenza in Friuli: "Perchè dovrei andarmene? Adoro Udine, la società è seria e non ci fa mancare nulla. Nel calcio non conta soltanto la volontà del giocatore, ma se dipendesse solo da me non avrei dubbi: da qui non mi muovo".


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