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Il difensore nerazzurro: "Il mio nome ogni tanto torna in ballo, proprio dopo una bella prestazione con l’Inter, o quando Prandelli mi chiama in Nazionale"

Dalla polvere alle stelle, un cammino ricco di ostacoli, difficoltà ma anche grandi soddisfazioni: il 2012 è stato un anno molto particolare per Andrea Ranocchia, che con Stramaccioni è riuscito a tornare a grandi livelli.

I primi mesi della scorsa stagione però furono tremendi: "Il 2012 è iniziato malissimo - ha raccontato il difensore dell'Inter a 'Repubblica' - Un po’ sono stato coinvolto nella stagione difficile dell’Inter, un po’ ci ho messo del mio, un po’ non mi ha giovato il rapporto inesistente con Ranieri. In sei mesi lui mi avrà parlato al massimo due volte. Non mi sentivo considerato. Con Stramaccioni si parla molto, c’è un rapporto diretto. Professionale ma sereno, quello che ci vuole".

Non è bastato l'arrivo di Strama però per permettere a Ranocchia di guadagnare la convocazione agli Europei: "Come ho vissuto le partite dell'Italia? Semplicemente non le ho vissute: sono scappato il più lontano possibile, negli Stati Uniti. Era l’unica. Vedere le partite dell’Italia mi avrebbe fatto soffrire. Avevo bisogno di staccare da tutto. Venti giorni in America, e al massimo mi avranno riconosciuto due persone. Ci voleva. Sono tornato carico e pronto per il ritiro".

Il peggio però deve ancora arrivare: "Il 1° agosto mi capita la cosa più brutta del 2012: vengo a sapere di questo mio coinvolgimento nella storia di Salernitana-Bari. Mi crolla tutto addosso, io non c’entro niente ma mi tirano dentro. Lì ho vacillato. Ma ora sono sereno. Me l’hanno detto anche i miei avvocati, che devo stare tranquillo. Io non c’entro niente e vado avanti".

Ranocchia però ha un sassolino da levarsi: "Stranamente il mio nome ogni tanto torna in ballo, sembra che lo facciano apposta a mettermi nei titoli dei giornali proprio dopo una bella prestazione con l’Inter, o quando Prandelli mi chiama in Nazionale. Vedo troppo accanimento mediatico, a volte vengo tirato in ballo solo perché sono un giocatore di una squadra importante e questo non è giusto".

Adesso tutto sembra andare per il verso giusto, con l'Inter Ranocchia è tornato ad assaporare aria d'alta classifica: "Le dieci vittorie consecutive ci hanno dato sicurezza. Nella difesa a 3 mi sento a mio agio, perché posso uscire a marcare l’attaccante fino a metà campo tanto dietro sono protetto. Sono convinto che l’Inter possa lottare ancora per lo scudetto, e che la Juve non sia per forza la migliore. Ci crediamo davvero, nella rimonta".

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