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Si allarga il gruppo dei tifosi della Pro Patria coinvolti nell'increscioso episodio dei cori razzisti durante l'amichevole con il Milan

Continua senza sosta l'opera investigativa delle forze dell'ordine per assicurare alla giustizia i protagonisti dei cori razzisti intonati durante l'amichevole Pro Patria-Milan. Il riscontro incrociato dei filmati allo stadio e la testimonianza del primo tifoso denunciato per violazione della Legge Mancino del ’93 che punisce chi istiga all’odio razziale, avrebbero incastrato cinque giovani di circa 20 anni, frequentatori abituali dello stadio ma che non farebbero parte di gruppi di estrema destra.

A questo punto esclusa la matrice politica rimane la stupidità del gesto, l'ignoranza dei protagonisti che sono stati subito condannati sia dalla dirigenza della Pro Patria, sia dal sindaco della città di Busto Arsizio che ha tenuto a difendere i propri concittadini etichettando il gesto come un atto di pochi folli.

Rimangono però anche le dichiarazioni che hanno caratterizzato il post partita, con i responsabili dei gruppi di tifosi organizzati che dopo aver condannato i cori, hanno però anche biasimato il comportamento di Boateng che aveva scagliato il pallone nel settore da cui provenivano gli insulti, interrompendo di fatto la partita.

Scelta che il ganese ai micronofi della Cnn dichiara che ripeterebbe anche in una sfida di Champions non solo in un amichevole.

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