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Il tecnico biancoceleste è intervenuto in conferenza stampa, la prima del 2013. Attenzione al Cagliari, avversario di domani, e bacchettata al sistema italiano. "Cambieremo tutto".

Prima conferenza stampa del 2013 per la Lazio di Vlad Petkovic. Domani, infatti, i biancocelesti affronteranno sul terreno dell'Olimpico il Cagliari di Ivo Pulga, reduce da cinque sconfitte consecutive. Situazione diversa per i capitolini, secondi in classifica. Sulle ali dell'entusiasmo.

"Si lavora oggi per stare ancora meglio di domani"
dice l'ex Lugano e Sion. "Stiamo facendo bene, ma vogliamo pensare oltre. Il rapporto col presidente Lotito è ottimo: forse uno dei meriti miei è di aver portato calma e positività a questo ambiente. Ho sempre tentato di trasmettere a tutti la mia positività, credo che fino a questo momento ci sono riuscito al meglio".

"I ragazzi hanno risposto al meglio, con Lotito abbiamo avuto dialoghi e comportamenti normali, siamo due persone autentiche che hanno trovato una giusta sinergia. E' chiaro che il tutto è stato favorito dai risultati. Qual è l'obiettivo primario della vostra stagione? Noi crediamo di potercela giocare contro tutti ma che dovremo dare il 100% se vorremmo rimanere a questi livelli. Non siamo anti di nessuno, siamo la Lazio e rimarremo
tali".

Mister Petko vuole cambiare tutto, obiettivo riformare il pensiero italico: "So che la squadra sta venendo alla ribalta non solamente per meriti prettamente del campo. Si dovrebbe valutare solo merito sportivo e non altro. Ma in Italia ci sono altri interessi, ci sono società che vendono più giornali o fanno vendere maggiori abbonamenti. Noi cerchiamo col nostro atteggiamento di cambiare un po' tutto questo".

Il Cagliari è in difficoltà, ma si predica attenzione: "E' una squadra che ha dimostrato di valere tanto, ha fatto una bella serie positiva. Da metà campo in su vale tanto, ha qualche difficoltà solo in difesa. Pensiamo però solamente alla nostra squadra, dovremo premere sull'acceleratore da subito".

Poi spazio al mercato: "C'è bisogno di un attaccante? La prossima settimana vedremo come andranno le cose, sono convinto che i giocatori che abbiamo siano in grado di esprimere il loro valore, parlo di Kozak soprattutto, ma non solo di lui. Secondo me serve un po' di pazienza e fiducia in più. La rosa sono convinto che sia valida, spero potremo crescere ancora. Se vedremo che ci servirà qualcosa però agiremo. Lampard ha dimostrato di essere un campione, ma la valutazione di un giocatore la posso dare solamente quando lo vedo tutti i giorni sul campo, adesso è una cosa inutile della quale parlare".

Impossibile non parlare di Zarate: "Una mia sconfitta? Dove ci sono sconfitte ci sono anche vittorie. È una differenza sottile. Abbiamo parlato anche troppo di lui e ora lasciamo riflettere tutti quanti per il futuro della squadra".

Si discute, in chusura, sul caso Boateng: "Non penso che in una gara di campionato si sarebbe interrotto, dipende se tutto lo stadio o solo un gruppo avesse fatto certi cori. È un episodio vergognoso, i valori dello sport e dell'umanità non vanno di pari passo. Non penso ci siano tanti stadi in Europa dove succedono tali cose. I tifosi dovrebbero cominciare ad autoeliminarle, ma se il fenomeno cresce occorre anche interrompere la partita".

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