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Il giovane, che non apparterrebbe alla tifoseria organizzata, ha ammesso di aver partecipato agli ululati razzisti. Intanto Nicchi precisa: "L'arbitro non poteva sospenderla".

I cori razzisti sollevati durante l'amichevole di ieri pomeriggio tra Pro Patria e Milan nei confronti del calciatori di colore ospiti, iniziano ad avere le prime ripercussioni. Dopo l'apertura dell'inchiesta da parte del pm di Busto Arsizio, è scattata la prima denuncia.

A farne le spese è un ventenne del posto abbonato e in possesso della tessera del tifoso, che ha ammesso di aver partecipato agli ululati nei confronti dei calciatori rossoneri ma non apparterrebbe al gruppo organizzato della tifoseria locale.

Il giovane denunciato è solo il primo interrogato dalla polizia, visto che si stanno esaminando i video del circuito di sorveglianza per identificare gli altri responsabili. Si parla di circa una decina di persone finite nel mirino delle forze dell'ordine.

Nel frattempo, il presidente dell'Aia Marcello Nicchi ha precisato la posizione dell'arbitro in occasione del match di ieri: "Non poteva sospenderlo, non ha questo potere. L'unico che può fermare le partite è il Viminale. Il Milan ha dato un bellissimo segnale, tutti i direttori di gara sono solidali con Boateng".

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