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Farioli 'tende la mano' al ghanese dopo averne criticato la reazione ai cori razzisti, la società intraprende l'iniziativa per porre fine alle polemiche. E il pm apre l'inchiesta.

Il giorno dopo Pro Patria-Milan, arrivano i segnali distensivi che stemperano le polemiche e riportano la calma. Il sindaco di Busto Arsizio, Gianluigi Farioli, 'tende la mano' a Kevin Prince Boateng dopo averne criticato la reazione ai cori razzisti che ha portato alla sospensione dell'amichevole di ieri. E il club apre la tribuna d'onore ai tifosi di colore.

"Chiedo scusa oggi a Boateng, i giornalisti mi hanno fatto dire cose che non ho detto - ha detto Farioli a 'Sky' - La città di Busto Arsizio ha applaudito le squadre che uscivano dal campo, ci costituiamo parte civile, così come farà la formazione della Pro Patria".

Farioli, intervistato successivamente dall'Ansa, ha poi aggiunto: "Non può avere la mia condivisione per aver lanciato il pallone contro il pubblico, ma ha il mio abbraccio per essere stato offeso e da ora è una sorta di cittadino onorario di Busto Arsizio".

Nel frattempo, la società che milita in Lega Pro ha deciso di far entrarev gratis nel proprio impianto i sostenitori di colore: "Abbiamo deciso di aprire lo stadio 'Speroni' a tutte le persone di colore ospitandole in tribuna d'onore per festeggiare insieme la gioia di una partita di calcio - ha spiegato patron Vavassori - Mi auspico che possa succedere anche in altre società".

Ma i fatti avvenuti durante l'amichevole di ieri, potrebbe avere sviluppi anche in ambito penale. Il pm di Busto Arsizio, Mirko Monti, aprirà infatti un procedimento sui cori razzisti: l'ipotesi di reato sarebbe quella relativa alla violazione della Legge Mancino (che prevede punizioni in caso di istigazione razziale).

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