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Il ghanese ha voluto ringraziare tutti per l'appoggio ricevuto dopo i buuu razzisti di cui è stato vittima ieri. Dalla sua parte anche il difensore ex Messina...

"Grazie a tutti per il supporto e la comprensione... Significano molto". Con questo semplice tweet Kevin Prince Boateng ha voluto rivolgere il suo caloroso ringraziamento a tutti coloro che gli hanno espresso solidarietà dopo gli ululati razzisti di cui è stato vittima ieri. Il ghanese, preso di mira dai tifosi della Pro Patria, ha scagliato con rabbia il pallone verso gli spalti, abbandonando il campo e venendo imitato dai compagni di squadra del Milan.

Quella del razzismo sembra un'emergenza che non finisce mai. Un'autentica piaga, per il mondo dello sport e non solo. Il difensore Marc Zoro, che nel 2005, ai tempi della sua militanza nel Messina (ora gioca nell'Angers, in Ligue 2), fece un gesto analogo a quello di Boateng, ha raccontato la sua esperienza alla 'Gazzetta', esprimendo totale solidarietà al rossonero.

"Che Dio gli stia vicino, non è giusto che ci sia tutte le volte una vittima e qualcuno che riesce invece a farla franca. Sono incredulo, indignato ma, soprattutto, arrabbiato. A Kevin-Prince faccio i complimenti per aver scagliato il pallone in tribuna, perché così si reagisce: si ferma la partita, si lascia il campo, esattamente come feci io ai tempi di Messina nel 2005. Quella volta alcuni tifosi dell’Inter mi rivolsero buu razzisti, io fermai la gara consegnando il pallone al 4° uomo. Gli dissi "Io non gioco più", poi i giocatori nerazzurri Adriano e Martins mi chiesero scusa e solo per rispetto a loro decisi di proseguire".

E' ora, a suo dire, che la Fifa e le istituzioni preposte prendano "severissimi provvedimenti contro le società, di cui questi incivili si dicono tifosi: diversamente, nulla cambierà davvero. Saremo sempre allo stesso punto. Questa gentaglia non ha paura, tanto sa che resterà impunita. Sentire ancora parlare di razzismo fa male: io, Drogba, Eto’o e Henry abbiamo dato esempi precisi in questi anni, ma a che cosa è servita la nostra lezione?".

Alla fine, però, non manca un messaggio di speranza: "Dio è grande e saprà cosa fare. Io ci credo. Voglio mandare un abbraccio a Boateng e dirgli che insieme sconfiggeremo questi incivili. Le regole del gioco e soprattutto quelle della convivenza vanno rispettate sempre e comunque. Siamo in tanti e ci faremo sentire: tu Kevin, non mollare".

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