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Decisa condanna per l'episodio accaduto questo pomeriggio a Busto Arsizio, dove Boateng e gli altri calciatori di colore del Milan sono stati oggetto di cori razzisti.

Ha suscitato, giustamente, grande scalpore, la vicenda che ha visto vittima il Milan questo pomeriggio, coi calciatori di colore della squadra rossonera, e Boateng in particolare, fatti oggetto di cori razzisti durante l'amichevole disputata a Busto Arsizio contro la Pro Patria.

Su Twitter sono subito fioccati i messaggi che condannano quanto accaduto. Amaro il tweet di Kevin-Prince Boateng, il calciatore più bersagliato dai pseudo-tifosi questo pomeriggio: "Una vergogna che queste cose succedano ancora". Mentre la sua compagna, Melissa Satta, è stata ancora più dura: "Vergogna! E' gente che non merita niente".

E a twittare il proprio disappunto sono stati anche alcuni compagni di squadra del calciatore ghanese. "Nel 2013 succedono ancora queste cose - ha scritto su Twitter Montolivo - Che tristezza. Dispiaciuto per le famiglie presenti e massima solidarietà ai miei compagni. Vergogna". E anche El Shaarawy ha voluto commentare l'accaduto sul proprio Twitter: "Sono veramente senza parole, un pomeriggio vergognoso. Mi dispiace per la gente intelligente presente a Busto, ma era giusto andarsene". Toccante anche il messaggio di Constant, che ha pubblicato una foto che inneggia all'uguaglianza con la scritta "il razzismo è il riflesso della bestialità umana".

Solidarietà per i calciatori del Milan è arrivata anche dall'Inghilterra. Vincent Kompany, capitano del Manchester City, ha scritto infatti su Twitter: "Posso solo rendere onore alla decisione del Milan di lasciare il campo. Ho anche notato che la maggior parte dei tifosi è stata assolutamente solidale con i giocatori". E dello stesso tenore è stato il commento, sempre sul noto social network, di Rio Ferdinand, difensore centrale del Manchester United: "Se le storie su Boateng che esce dal campo con i compagni di squadra dopo gli insulti razzisti sono vere, ha fatto bene, ben fatto".

E anche il Milan si è 'fatto sentire'... "Busto Arsizio è una cittadina operosa e civile - si legge sul sito web ufficiale del club rossonero - Su questo non ci piove e non si transige. Il Milan ci tornerà: volentieri e a testa alta. Ma i buu razzisti piccoli piccoli di oggi non potevano rimenere impuniti. A condannarli la vergogna che si deve saper provare quando, a causa di pochi, si sottrae a molti un sereno pomeriggio di sport".

"Sugli spalti dello Speroni di Busto Arsizio - si legge ancora nella nota rossonera - c'erano gli sportivi, le loro famiglie, i loro figli. C'erano le persone perbene dello sport, gli spettatori puri e sani che volevano stare insieme ad altri sportivi per godersi una bella amichevole. Queste persone sono state le prime a dissociarsi rispetto allo spicchio piccolo piccolo di stadio che ha reso impossibile la prosecuzione della partita. A un certo punto tutto il Milan ha detto basta. Chi ha lo stesso colore del cuore di Boateng, Muntari e Niang non ne ha potuto più e a ha deciso che era ora di dare una lezione a quei quattro sprovveduti. Erano in piedi con la loro ignoranza, ma era come se fossero rasoterra".

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