thumbnail Ciao,

Il n.1 federale condanna senza mezzi termini gli ululati razzisti rivolti da alcuni tifosi locali ai giocatori di colore del Milan. Tommasi cerca di vedere il lato positivo...

"Nessuna sanzione potrà cancellare lo sdegno per un episodio inqualificabile e intollerabile". Così Giancarlo Abete, presidente della Figc, commenta il bruttissimo episodio accaduto durante l'amichevole odierna Pro Patria-Milan. La gara è stata interrotta dai giocatori rossoneri in seguito agli ululati razzisti rivolti dai tifosi locali all'indirizzo dei calciatori di colore ospiti (Boateng in particolare, insultati anche Niang, Emanuelson e Muntari).

"Questi sedicenti tifosi hanno rovinato una festa, onorata da una delle società più prestigiose al mondo. Bisogna reagire con forza e senza omertà, per isolare alcuni delinquenti che hanno trasformato un'amichevole in una gazzarra indegna che offende il calcio italiano", ha aggiunto il numero 1 federale, visibilmente scosso per l'accaduto.

A Sky Sport 24 Abete ha poi aggiunto: "Il primo obiettivo è di individuare i responsabili e non farli più entrare allo stadio. Bisogna pensare all'eventualità di una gara con 60mila spettatori ed in Italia molto è in mano alle autorità per problemi d'ordine pubblico mentre l'Uefa dà titolarità all'arbitro di sospendere la gara. Quello che si può fare è isolare questi individui perchè lo stadio non può essere un modo solo per avere notorietà attraverso questi atti".

In un pomeriggio così, c'è anche chi riesce a vedere lati positivi. Come il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, che nella sospensione del match ha visto "un bel segnale, anche se un evento sportivo non dovrebbe essere messo in dubbio da certi eventi".

"L'ideale - ha precisato l'ex calciatore della Roma - non è sospendere le partite, ma riuscire a cacciare chi si rende responsabile di certi gesti". Una dura battaglia è soltanto all'inizio.

Sullo stesso argomento