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Gigi Farioli, primo cittadino di Busto Arsizio, critica gli autori degli ululati razzisti verso i calciatori di colore del Milan, ma sposta il mirino anche altrove...

"E' colpa soprattutto di quattro deficienti, magari anche di quattro professionisti che non hanno saputo fare il loro lavoro, intendo arbitro e alcuni giocatori". Sono le dichiarazioni del sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, in merito ai vergognosi cori razzisti di alcuni sostenitori della Pro Patria all'indirizzo dei calciatori di colore del Milan. Doveva essere un'amichevole, quella di oggi tra le due squadre, un pomeriggio all'insegna dello sport, è diventata invece l'ennesima giornata della vergogna.

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Se questi professionisti avessero svolto il loro ruolo non sarebbe stata rovinata una festa che a quel punto non poteva più continuare", ha aggiunto ai microfoni dell'ANSA Farioli, che se l'è presa con il ghanese Boateng, il più bersagliato dagli ululati, che proprio per questo ha reagito in maniera vibrante, scagliando una pallonata verso gli spalti.

"Boateng ha tirato il pallone a duecento all'ora su un tifoso, e sappiamo tutti che un fallo di reazione di un professionista è sanzionato molto peggio rispetto a un fallo di gioco e che in qualunque altro stadio d'Italia sarebbe stato espulso. Ma se fosse stato al Bernabeu o a San Siro non avrebbe avuto questa reazione impropria".

Insomma, parole forti, che non mancheranno di far discutere. Reazioni a parte, di fronte a certi episodi la condanna dovrebbe essere 'senza se e senza ma'.

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