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Il tecnico genovese rilancia le ambizioni del suo Torino e svela a 'La Stampa' le mosse vincenti per alimentare il suo progetto: dal mercato invernale al nodo-Rolando Bianchi.

Un’intera vita in panchina, 19 tappe toccate e poi subito a salpare verso nuovi traguardi, Giampiero Ventura più che un allenatore ha sempre dato l’idea del marinaio, intriso di storie d’amore appena sbocciate e rapidamente deflesse in un turbine di incomprensioni e deja-vù. Torino, la sua ultima scommessa potrebbe non fare eccezione, ma le cose stanno andando bene e l’intenzione è quella di legarvisi a lungo.

A Ragusa (sede del ritiro granata), in un’intervista esclusiva rilasciata a ‘La Stampa’ ha dichiarato i suoi propositi: “Rimarrò fino al 2014 per dare un senso al mio progetto…”. Vale a dire fino alla scadenza del suo attuale contratto con il club, ma in fin dei conti tre anni consecutivi sulla stessa panchina per uno come lui sono più che altro una rarità: accadde solo a metà anni ’80 con l’allora Entella Bacezza (attuale Virtus Entella) tra il dilettantismo dell’Interregionale e la Serie C2.

Stavolta la storia d’amore tra lui e il Torino è nato sotto una buona stella e sta proseguendo da copione: l’anno scorso il secondo posto in serie cadetta e adesso una – fin qui – tranquilla posizione nella categoria maggiore. Il tecnico granata si aspetta adesso il salto di qualità del suo Toro, e per farlo bisognerà passare da un mercato di gennaio adeguato alle esigenze della squadra e dalla risoluzione della questione Rolando Bianchi. Ma per tutto il resto, nel calcio non si sa mai.

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