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Il tecnico della Fiorentina sull'anno che verrà: "L'obiettivo è fare sempre il massimo possibile, rimanere su questi livelli, soprattutto sul piano del gioco".

Oggi è considerato il tecnico più in voga del momento, con la Fiorentina ha incantato, superando ogni più rosea previsione di classifica e proponendo il più bel gioco della Serie A: per Vincenzo Montella l'anno che sta per chiudersi è stato quello della definitiva consacrazione.

L'allenatore della Viola però, intervistato da 'Sky Sport', mantiene la consuetà dose d'umiltà: "Con grandissima sincerità ancora non mi sento un allenaotre, mi sento ancora acerbo e mi approccio al lavoro in questo senso e mi auguro che possa rimanere sempre così perchè credo sia la chiave per migliorarsi".

In un'intervista pubblicata oggi dal 'Corriere della Sera' Ancelotti ha riempito Montella di elogi: "Sono parole che sono un motivo d'orgoglio per me, mi fanno molto piacere. Sono stato suo ospite al Chelsea prima di diventare allenatore. Il suo metodo di lavoro è stato un punto di riferimento per me".

Tra i segreti del successo della Fiorentina anche il grande staff voluto da Montella: "I collaboratori sono un valore aggiunto, talvolta colmare anche le mie lacune. Vio (il grande specialista dei calci piazzati, ndr) è un valore aggiunto come anche gli altri".

In campo però ci vanno i giocatori e l'uomo che meglio incarna le idee dell'Aeroplanino è probabilmente lo spagnolo Borja Valero: "E' intelligente in campo e fuori, riesce a leggere le situazioni prima degli altri e interpretarle bene prima degli altri. L'acquisto suo e di Rodriguez? Li conoscevo, hanno giocato anche la Champions, ma non a fondo come Macia e Pradè, ogni scelta è stata condivisa ma l'input è partito da loro perchè poi conoscono meglio dell'allenatore anche le opportunità di mercato".

Montella si sofferma poi su quanto fatto finora in carriera: "Il bilancio è positivo, ho avuto la fortuna di lavorare a Catania dove la squadra aveva già un'ossatura e una mentalità. Alla Fiorentina sono ripartito da zero ma ho trovato dirigenza e proprietà che aveva più voglia di me di costruire qualcosa di positivo quindi sono acnhe le opportunità che fanno la differenza. In questo senso mi sento molto fortunato".

Per il 2013 l'augurio è solo uno: "L'obiettivo è di fare sempre il massimo possibile, mi basterebbe arrivare su questi livelli, soprattutto come gioco".

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