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Il tecnico rossonero si mostra sereno e pronto a guidare un Milan in fase di ricostruzione: "Sono contento come quando vincevo, giusto puntare sui giovani".

E' un Massimiliano Allegri ottimista e proiettato senza paure sul futuro quello che, in una lunga intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport', traccia un bilancio dell' agrodolce anno solare che sta per chiudersi e racconta le proprie sensazioni in vista di quello che verrà.

Il tecnico del Milan parte così da una citazione letteraria:  "L'Alchimista di Coelho era pure uno dei libri preferiti di Leonardo. Un bel libro. Ce n'è un altro che ho letto tempo fa, e parla di segni, di percorsi...Io seguo il flusso. Mi adatto a quello che capita. Sdrammatizzo, ma non mollo. Sono un testone anche se non sembra. E dico che la strada dei giovani è la strada giusta. Stiamo costruendo un nuovo Milan, è un'impresa che ha bisogno di tempo e passione".

Quindi Allegri saluta il 2012 tracciandone un bilancio tutto sommato positivo, e spiega: "Oggi io sono soddisfatto com'ero quando avevo una squadra per vincere. Sono contento dei punti conquistati quest'anno, anche se avremmo potuto averne qualcuno in più. E sono soddisfatto della crescita dei giovani e dei meno giovani, Bonera, Constant, Montolivo. Chiudo l'anno con la consapevolezza di essermi adattato a situazioni diverse, e l'intelligenza sta nella capacità di adeguarsi. La strada scelta dal presidente è giusta: i giocatori da 6-7 milioni l'anno nessuno può più permetterseli in Italia. Nessuno che voglia stare dentro le regole del fair play finanziario. Il settore giovanile sarà sempre più importante, e la sinergia fra società, prima squadra e vivaio sempre maggiore".

Allegri rivela di sentirsi pronto per un nuovo ciclo targato Milan, e sottolinea: "Ho un contratto fino al 2014, ma ovviamente quì si sta bene e ci starei volentieri anche di più. L'impresa di tornare a lottare per il vertice in due o tre anni poi è stimolante".

E sul mercato dichiara: "Vediamo che cosa succede in Brasile. Pato ha potenzialità da Pallone d'oro, ma capisco che abbia bisogno di ritrovare la serenità che a causa degli infortuni, ha perso. E Robinho...cosa posso dire di Robinho. E' un giocatore di categoria superiore".

Poi si sofferma su Balotelli, oggetto del desiderio dell'amministratore delegato Galliani: "Non mi piace parlare dei giocatori di altre squadre. Comunque è un peccato che non abbia ancora dimostrato tutta la sua classe e credo debba farlo in fretta, perché arrivare a trent'anni è un volo e a 28 spesso è già tardi. Non sempre è colpa degli altri: bisogna mettersi in discussione tutti, ogni mattina".

E sul rapporto con la vecchia guardia rivela: "L'ho sempre detto. Io non ho mai avuto problemi. Confronti sì, non problemi. L'unico problema è che qualche volta Gattuso mi dà il pesce cattivo, ma io ho sette vite". Si passa quindi al capitolo Maldini: "Quella di prenderlo nello staff è stata una mia idea di un paio di anni fa, ma non sempre le idee combaciano. Non è stato possibile riportarlo con noi, tutto qui. D'altra parte, non è facile decidere cosa fare dopo il calcio. Per chi è stato un fuoriclasse, azzerare e ripartire non è semplice".

Allegri torna poi sullo sfortunato sorteggio europeo, che vedrà opposto il suo Milan al Barcellona di Tito Vilanova: "In quel momento ho pensato che forse saremo più fortunati rispetto a un anno fa, anche se questo Barça sta sbriciolando più record della stagione passata. Sarà un test importante per valutare la crescita della squadra a livello internazionale". Il tecnico rossonero assegna i suoi personalissimi Oscar del 2012: "Dal punto di vista sportivo Messi. Umanamente, Abidal e Vilanova. Per lo sportivo dell'anno invece voterei Djokovic nel mondo, in Italia le ragazze del tennis".

Si chiude con un messaggio al miele per il 'nemico' Conte, condito da qualche frecciata polemica: "Sta facendo un bel lavoro, ha vinto quasi due scudetti, quindi niente da dire. Ma quando sento parlare di guerre mediatiche mi sembra di stare in un videogame. Personalmente non credo a guerre e congiure, e comunque parlo con i giornalisti anche se mi bastonano. Non si sa mai, magari salto una conferenza stampa e mi decurtano lo stipendio...".

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