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L'ex tecnico del Milan scudettato vede differenze enormi nel livello di competitività del calcio italiano rispetto al passato: "Ora non è proprio la stessa cosa...".

La Juventus schiacciasassi di Antonio Conte da un anno a questa parte si sta meritando grandissimi elogi da parte di tutti, ma qualcuno - pur accodandosi al pensiero comune - aggiunge poi una postilla: l'effettiva gloria bianconera va parametrata all'attuale livello di competitività del calcio italiano.

E' il pensiero di Fabio Capello, ma pure di Alberto Zaccheroni, anch'egli presente a Dubai in occasione del 'Globe Soccer': "La Juve? Ha aperto un ciclo importante, tuttavia ai miei tempi, quando c'erano le cosidette sette sorelle, ogni trofeo era sempre molto combattuto, con fior di giocatori in campo. Ora non è proprio la stessa cosa...".

L'attuale Ct del Giappone esalta poi il 'made in Italy' delle panchine, orgoglio azzurro nel mondo: "La scuola italiana è sempre stata di primo piano. Quando da noi c'erano tanti campioni, abbiamo dimostrato come si fa a gestirli. E il campionato più difficile del mondo ha fatto il resto: da noi tutti sono competitivi e le sollecitazioni arrivano da ogni parte, media compresi".

Dalle pagine della 'Gazzetta dello Sport', l'ex tecnico del Milan scudettato (ma anche di Inter e Juve) respinge poi le accuse di essere 'catenacciari' che sono arrivate nei confronti degli strateghi italiani anche nel consesso di Dubai: "L'accortezza tattica degli allenatori italiani è un patrimonio che negli anni ci ha permesso di stare sempre all'avanguardia...".

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