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Il centrocampista viola: "Ho fatto la scelta giusta venendo a Firenze. Stiamo andando sicuramente oltre le aspettative anche perché giochiamo assieme da poco"

Appena arrivato a Firenze ha voluto la maglia numero 10, "una sfida affascinante" e fin qui non ha deluso le aspettative: Alberto Aquilani sembra aver trovato alla Fiorentina la dimensione ideale dopo tante esperienze in chiaroscuro. "Sono molto soddisfatto, ho fatto la scelta giusta", dichiara il centrocampista viola in un'intervista concessa a 'Tuttosport'.

La Fiorentina sta viaggiando a ritmi da Champions: "Vogliamo l’Europa e una squadra come la nostra deve avere l’ambizione di provarci fino in fondo, non fa parte di questa società tirarsi indietro. La Juve si sta confermando ancora la squadra più forte, con una marcia in più. Noi stiamo andando sicuramente oltre le aspettative e va ricordato. Sarebbe sbagliato dare per scontato quanto sta facendo la Fiorentina anche perché giochiamo assieme da poco. Ma a di là del gioco, nessuno ci ha mai messo davvero sotto, neppure chi ci ha battuto".

Merito soprattutto di Montella, che Aquilani ha avuto anche compagno di squadra: "Mi fa ancora un po’ effetto vederlo dall’altra parte. Mi hanno colpito i suoi metodi innovativi e la velocità con cui passando dal campo alla panchina s’è calato nella parte. E’ un tecnico molto scrupoloso".

A Firenze ha ritrovato anche Pizarro, come lui in passato alla Roma: "E’ sempre lo stesso, nessuno al mondo sa farsi sentire come lui in campo, sa gestire la palla. Molti fanno continui confronti con Pirlo ma sbagliano, lui e Andrea sono due grandissimi ma diversi".

La stella più luminosa è Stevan Jovetic. Il montenegrino però sogna nuovi lidi: "Difficile dare consigli anche perché nel suo caso dipende da molte cose. Posso solo dire che spero che rimanga, faremo di tutto".

Aquilani invece ha ben altri obiettivi: "Ho firmato un contratto di tre anni e mi auguro di rispettarlo. Ho cambiato molto, ora qui sto bene, sono soddisfatto. Il Mondiale? Il sogno di parteciparvi c’è, Prandelli sa quel che posso dare".

Non manca infine uno sguardo al passato: "Alla Juve arrivai in chiusura di mercato, in prestito. E già questo
dice molto. Non fu un anno positivo, non era certo l’attuale squadra-scudetto. Se lo fosse stata, se la mia situazione fosse stata diversa o fossi arrivato l’anno dopo chissà. In ogni caso neppure io allora avrei speso 16 milioni per riscattarmi. Il Milan? Acqua passata. Ma rifarei tutto, compresa l’esperienza a Liverpool, è stata un po’ turbolenta ma mi è servita pure quella".

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