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Il presidente rossoblu lamenta le drammatiche difficoltà della società in un'intervista al 'Corriere dello Sport'. Ma il belga twitta una frase che ridimensiona la situazione...

L'allarme lanciato dal direttore generale del Cagliari Marroccu, secondo cui la società è in gravissime difficoltà economiche, ha colto un po' tutti di sorpresa. Ma ha anche aperto gli occhi della gente sulla situazione che il club sardo sta vivendo. Situazione confermata in un'intervista al 'Corriere dello Sport' dal presidente Massimo Cellino.

"Lo dico con grande chiarezza: in cassa non abbiamo quattrini - dice il numero uno rossoblu - Ho speso otto milioni e mezzo per fare lo stadio, puntando prima ad Elmas e poi ad Is Arenas. Con l'unico risultato di andare a giocare a Parma contro la Juve. Vorrei scomparire, sarebbe l'unica maniera di trovare serenità".

Già, lo stadio: questione annosa che va avanti da inizio stagione. "E' tutto fermo perché c'è una centrale elettrica da collegare, ma il sindaco non ci dà l'autorizzazione per montarla - spiega Cellino - Andare a Parma ci è costato 800.000 euro tra incasso mancato, spese di trasferimento e biglietti rimborsati. Per noi non sono noccioline".

Le difficoltà societarie possono riflettersi sul mercato: tra Pinilla, Astori e Nainggolan qualcuno pare destinato a lasciare Cagliari. "Noi non vogliamo vendere i nostri migliori giocatori: abbiamo una rosa ristretta e se lo facessimo avremmo difficoltà a mandare la squadra in campo. Nessuno di loro mi ha chiesto di essere ceduto, ma sono cosciente delle sirene che potrebbero sedurli".

"Sono stanco - continua Cellino - ma non mollo, perché se lo facessi il Cagliari resterebbe senza un acquirente. Non dico sciocchezze come qualche mio collega che dice: basta, vado via. Io resto qui, e spero che i giocatori si rimbocchino le maniche".

Un messaggio forte, chiaro. Sorprendente, però, è la versione di Radja Nainggolan. Su Twitter, riferendosi alla questione degli stipendi non pagati il centrocampista ha scritto: "Chi ha detto sta c...?". Uno scivolone che rischia di sminuire l'appello lanciato da Marroccu.

La situazione del Cagliari non è rosea, e su questo ci sono pochi dubbi. Ma forse, dalle parole del belga si intuisce come possa essere più una questione politica, di rapporti tra Cellino e le istituzioni locali, che meramente economica. Il club sardo, insomma, non sarebbe agonizzante. Meglio così.

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