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Dai cori costituenti discriminazione territoriale alle mascherine igieniche indossate con intento spregiativo, ecco quanto costano le bricconate degli ultras della Serie A.

Un’analisi condotta da ‘Tuttosport’ ha esaminato le sanzioni pecuniarie comminate dal giudice sportivo Gianpaolo Tosel da inizio stagione a oggi che ammontano a un totale di 442.500 euro, vale a dire quasi mezzo milione. Non solo striscioni infanganti, razzismo e petardi, ma anche risse e atteggiamenti violenti, alla faccia di chi continua a sostenere che la violenza nel calcio va diminuendo.

La Juventus risulta la società più sanzionata dall’alto dei suoi 123 mila euro, che oltre al pesante striscione contro Superga nel derby, ha dovuto subire anche l’onta di venire multata a causa di un gruppo di esagitati juventini che hanno danneggiato un bar del Franchi di Firenze. Nella lista dei buoni invece ci sono ben cinque società, ancora illibate: Cagliari, Chievo, Palermo, Parma e Sampdoria.

Come al solito in materia di stadi e approccio alla violenza la realtà italiana è ancora ben lontana da quella d’Oltremanica dove  è recente la notizia del Sunderland, che ha deciso di revocare l’abbonamento a 38 tifosi che si ostinavano a guardare la partita in piedi nonostante il divieto, “danneggiando lo spettacolo e minacciando la sicurezza”. La polemica sul modello italiano non può che rinnovarsi.

A proposito, lo sapete che fine faranno i soldi delle ammende? Solitamente finiscono direttamente nelle casse della Lega, ma una parte (in base a un accordo raggiunto lo scorso novembre) finanzierà il progetto “Lo sport è di chi lo ama”, un’iniziativa volta a promuovere il calcio negli oratori del territorio nazionale

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