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L'attaccante montenegrino ha parlato anche della sua annata personale: "Il 2012 è stato l'anno migliore della mia carriera. Al 2013 chiedo solo la salute...".

Tempo di bilanci per Stevan Jovetic. L'attaccante della Fiorentina (8 goal in campionato) è pronto per una grande seconda parte di stagione. "Che anno è stato per me il 2012? Il migliore della mia carriera, a parte un paio di infortuni. Mai ho segnato così tanto e con tanta continuità".

I viola faranno bene a tenersi stretto un campione simile, di soli 23 anni: "Futuro? Si vedrà. Ci sarà tempo per parlarne. Però se dovessi cambiare squadra, mi piacerebbe restare in Italia", ha spiegato il montenegrino al 'Corriere della Sera'.

Un giocatore di grande classe, che si è scelto idoli non da meno: "Il migliore della A? Totti, senza alcun dubbio. Ogni suo tocco è classe pura: formidabile. Anche Pirlo è un grande campione. La dimostrazione che la classe non ha età. Anch’io spero di essere così longevo. Il calcio è la mia vita".

E a Firenze, grazie a Vincenzo Montella, la vita è davvero bella: "Con una squadra così rinnovata abbiamo bruciato le tappe. Neppure io mi sarei aspettato di chiudere l’anno tanto in alto. Merito di Montella e dei nuovi che si sono integrati subito".

Il marchio di fabbrica di questa squadra, dice, "è il gioco. Siamo sempre propositivi, anche in trasferta: piace a noi e la gente lo apprezza". Adesso è tempo di "tornare in Europa. Ma per adesso un obiettivo preciso non ce lo siamo posto. Aspettiamo marzo. Sappiamo di potercela giocare con tutti e andiamo avanti alla giornata. Senza trascurare la Coppa Italia".

Tra i compagni, racconta, chi lo ha impressionato maggiormente è "Borja Valero, senza dubbio, un centrocampista completo: qualità e quantità. Inesauribile. E Gonzalo Rodriguez, anche se mi ha fregato l’ultimo rigore... E poi Tomovic e Savic: ma loro per me non sono stati una sorpresa visto che li conoscevo bene".

Sul futuro, come detto, 'Jo-Jo' non si sbilancia troppo: "Sono concentrato sul presente. L’estate scorsa il presidente Andrea Della Valle mi aveva promesso una squadra forte ed è stato di parola. A Firenze sto bene e la testa è qui: voglio vincere qualcosa con la Fiorentina".

Questo il suo parallelo tra Montella ("È giovane, moderno, preparato. Un piacere lavorare con lui") e Prandelli: "Soprattutto dal punto di vista tattico, mi ha insegnato quasi tutto. Con Montella si gioca di più: in allenamento e in partita. La prima regola è: mai buttare via il pallone. Uno spasso".

Al 2013 il montenegrino chiede "solo la salute. Se sto bene so di poter fare la differenza. Finora mi hanno fermato solo gli infortuni".

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