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"La Juventus non è imprendibile, ha un vantaggio importante ma siamo solo a dicembre" assicura Handanovič, che elogia Buffon e Neuer e scommette su qualche giovane portiere.

Sulle pagine del ‘Corriere dello Sport’ il portiere dell’Inter Samir Handanovič ha rilasciato un’intervista-fiume raccontandosi e spaziando dal suo arrivo alla Pinetina all’attuale situazione in campionato, dal suo passato a Udine al prossimo incontro contro i friulani, senza mancare di tralasciare qualche curioso aneddoto.

Siamo partiti prima degli altri e anche bene, ma poi avremmo dovuto lasciare per strada meno punti, specialmente in casa” – dice tirando le somme di questi primi mesi – “ma non c’entrano gli arbitri: qualche episodio sfavorevole capita a tutti, non deve essere un alibi, dobbiamo invece cercare di migliorare il nostro gioco e lottare per il titolo fino alla fine, poi a maggio si vedrà dove saremo arrivati”.

Il vantaggio della Juventus è importante, è il frutto di un progetto iniziato prima delle altre, e a suon di prestazioni e risultati importanti stanno raccogliendo ciò che gli spetta” – continua l’estremo difensore nerazzurro – “ma non è di un altro pianeta, vedo varie formazioni in grado di metterla in difficoltà, Juventus a parte il campionato è molto equilibrato”.

La Fiorentina è la squadra-rivelazione per il gioco espresso e perché non vogliono pareggiare mai. Buffon il miglior portiere italiano e Neuer il miglior giovane in assoluto, in Italia mi piacciono Perin, Bardi e Koprivec ma devono stare attenti perché qui c’è fretta nel giudicare, sono tutti “nuovi Buffon” ma a 19 anni difficilmente si può essere titolari in Serie A”.

Viviano, Stekelenburg, Abbiati hanno perso il posto. “La vita da portiere è difficile, chi non è stato in porta non può capire, 2-3 errori l’anno capitano a chiunque ma perdere il posto non significa non poterlo riguadagnare”. Poi parla di sé. “Sono continuamente paragonato a Júlio César ma non ho mai avuto paura di giocare per l’Inter, mi spiace essere considerato solo un para-rigori, i portieri non si dividono in para-rigori e non, preferisco una parata bassa a un rigore neutralizzato, come quella su Markovic contro il Partizan a San Siro, la mia preferita”.

Ora rincontrerà la sua Udinese. “Sicuramente mi emozionerò ma dopo il fischio dell’arbitro mi lascerò tutto alle spalle. A Udine la società è in funzione dei giovani, puoi sbagliare e sentirti comunque protetto, è molto importante, ti permette di fare esperienza con tranquillità. Mi arrivò un’offerta dall’Inghilterra ma preferii restare, poi l’Inter mi ha convinto, rinunciare a 250 mila euro l’anno era un sacrificio che ho fatto volentieri: volevo l'Inter a tutti i costi”.

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