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Protagonista dello scandalo Calciopoli, Moggi ha voluto dire la sua sull'altro grande processo, Scommessopoli: "Quello che è successo al Napoli è assurdo, serve equità".

Coppa Uefa, Scudetto e Supercoppa Italiana. Sono questi i trofei vinti dal Napoli tra il 1987 e il 1991, in pratica quando direttore generale del club azzurro era Luciano Moggi. Un ritorno al passato per lui? Un desiderio, almeno a sentire il diretto interessato.

Intervistato da 'Radio Crc', infatti, l'ex dirigente della triade juventina ha evidenziato di sognare un inserimento nella realtà napoletana, città in cui vive: "Nel tempo in cui ho lavorato a Napoli ho fatto bene e a questa città ho dedicato la mia vita visto che sono rimasto lì. Mi piacerebbe collaborare nel progetto Napoli".
 
Protagonista dello scandalo Calciopoli, Moggi ha voluto dire la sua sull'altro grande processo, Scommessopoli: "Quello che è successo al Napoli è assurdo. Sarebbe l'ora che Abete si facesse da parte e che si istituisse una giustizia sportiva equa per tutti. Quando c'è antipatia verso una persona o una società va tutto in prescrizione e non va bene una cosa del genere".

"Palazzi ha voluto dimostrare ai napoletani di essere attaccato a Napoli con la richiesta inferiore di penalizzazione, ma sapeva benissimo che in questi casi la penalizzazione è di -2". ha continauto l'ex dirigente classe 1937.

"Questo è il calcio di oggi - conclude Moggi - e hanno cercato di azzerare chi voleva riformare questo sport. De Laurentiis è la persona che più ha coraggio, ma è solo in questa lotta. Anche se ultimamente c'è anche Agnelli che vuole mettere ordine".

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