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Il difensore bianconero è tornato a parlare della vicenda Calcioscommesse: "Ero innocente ed è stato dimostrato dalla giustizia. Mi ha fatto crescere dal punto di vista umano".

Si è concluso alla grande l'anno della Juventus di Leonardo Bonucci. A dire il vero per il difensore bianconero, coivolto in estate nel processo Scomessopoli, non è stata di certo un'annata spensierata. Ma alla fine Bonucci ne è uscito pulito, senza cartellini rossi, con uno Scudetto in tasca ed un sogno da realizzare.

"Una conclusione d’anno speciale e ricca di significati, per me? Beh, non è stata un’annata semplicissima... - dchiara nel corso della sua intervista a 'Tuttosport' - . Posso dire che io conosco le mie potenzialità e sicuramente la vicenda a cui alludiamo mi ha dato qualcosa di più a livello umano. Io sono sempre stato consapevole della mia innocenza e alla fine la giustizia sportiva me ne ha dato atto. Ma posso dire che alla fine ho avuto modo di capire di chi mi devo fidare e di chi invece no. Inoltre ho capito quali sono i miei valori".

La vittoria di fine anno col Cagliari è stata tanto difficile quanto importante. Bonucci evidenzia quanto sia stato fondamentale ritrovare Conte in panchina: "Ci ha parlato negli spogliatoi: a differenza del solito è stato abbastanza tranquillo, ci ha detto le cose in maniera diversa e questo è stato fondamentale per farci tornare in campo in modo così determinato. In una squadra l’allenatore è una parte determinante, il nostro in questo senso è veramente un valore aggiunto".

Chiusura sulla Champions e su un 2013 che fa rima con 'double'..."Sulla carta col Celtic possiamo essere avvantaggiati, ma andare a giocare lì dove il Barcellona ha perso non è facile. E’ presto per dire se sia l’anno buono o no: sarà l’anno buono se vinceremo tutte le partite e arriveremo in fondo. Se baratterei lo Scudetto per la Champions? No, voglio vincere tutt'e due!".

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