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Il dg bianconero respinge le accuse di Cellino: "Non dice le cose in faccia, non è colpa nostra se il Cagliari non riesce a dotarsi di un impianto adatto per la Serie A...".

La Juventus batte il Cagliari sul neutro di Parma, ma al di là della partita, in cui pure non sono mancate decisioni arbitrali francamente discutibili, a far parlare è ancora la scelta di giocare al Tardini anzichè ad Is Arenas. Dopo gli attacchi alzo zero di Cellino, patron rossoblù, che ha nuovamente accusato i bianconeri, è arrivata la controreplica, altrettanto pepata, da parte di Beppe Marotta, dg della Vecchia Signora.

"Lo ribadisco ancora una volta, noi siamo gli 'ospitati' in questa gara, ha deciso la Lega - le sue parole a 'Sky' - E' anacronistico e clamoroso giocare contro il Cagliari in due campi diversi in due anni (lo scorso anno capitò a Trieste, ndr) e questo è un fatto non dovuto a noi. Non è colpa nostra se una società, in questo caso il Cagliari, non riesce a dotarsi di un impianto che rispetti i canoni di sicurezza della Serie A".

Marotta non ci sta soprattutto a sentir parlare di una Juve favorita dalla decisione: "Macchè, noi abbiamo subìto un danno, sia noi come società che i nostri tifosi. Erano stati prenotati aerei, alberghi con biglietti non rimborsabili".

Con Cellino, a quanto pare, non sembra proprio esserci aria di chiarimenti: "Non lo escludo, ma certo, se non dice le cose in faccia... Serve educazione e rispetto, ha detto delle cose gravi. E' vergognoso, respingo al mittente tutto ciò che ha detto, noi siamo un club serio, che ha meritato le tre stelle che ha sul petto. Non abbiamo fatto altro che allinearci alla decisione della Lega di giocare in campo neutro".

In definitiva, a suo avviso, non è certo la Juve che ha "il potere di decidere dove disputare le gare, e non è vero che il Cagliari ci ha chiesto in extremis di giocare a Is Arenas. Giocare lì o a Parma non ci cambia nulla, anzi avremmo avuto più tifosi in Sardegna. Anche la Lega, però, non prende una posizione e permette che si crei questo clima così ambiguo".

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