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"Loro per me sono stati fantastici, a Palermo emozioni indescrivibili". L'amore per la città e la tifoseria resta immutato, ma nessun rimpianto nonostante il poco minutaggio viola.

Una fetta di cuore è rimasto a Palermo, da vecchio leader rosanero a nemico per necessità, anche se lui giura solennemente "avrò di fronte la squadra e la tifoseria che mi hanno dato di piu in tutta la carriera". Giulio Migliaccio a tutto tondo, ritorna alla Favorita, dopo aver accettato in toto il progetto Della Valle con la speranza di esserne parte integrante dello stesso.

Impossibile catalogarla come una partita qualunque, cresciuto professionalmente in terra sicula, perno del centrocampo e della difesa, poi il divorzio ad agosto. Una scelta di vita, Firenze, alla ricerca di nuovi stimoli al di là di ogni ragionevole sentimento.

"Non mi aspetto nulla, la gente farà cio che vorrà, pero spero che i tifosi giudichino Migliaccio per quello che ha fatto sul campo e soprattutto nello spogliatoio per il Palermo". Paura di essere stato giudicato male da parte di una frangia della tifoseria, timore che la Favorita abbia ammainato troppo in fretta una bandiera del recentissimo passato.

Alla Fiorentina fin ora pochi scampoli di gara, minutaggio abbastanza ridotto, ma nessun pentimento per la scelta fatta in piena estate. "Sto giocando poco, pero attorno a me c'è tanta stima da parte di tutti, e davanti ho tre grandissimi giocatori".

Concorrenza, parola molto ricorrente tra le fila viola, che servirà a spronare ancora di più l'ex leader palermitano. "Proponiamo un calcio divertente, grazie anche a Montella, un tecnico giovane, capace e con idee nuove".

Da vero combattente, si tiene stretta la casacca viola, non lascia, anzi raddoppia: "Sono pronto a ritagliarmi il mio spazio".

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