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Il commissario tecnico dell'Irlanda rivela retrosceni interessanti, tra i quali spuntano i contatti avuti in passato con i due club capitolini che non si sono mai concretizzati.

E' un Giovanni Trapattoni pieno di sorprese quello che si presenta ai microfoni di 'Radio Manà Manà Sport'. Il commissario tecnico dell'Irlanda rivela di essere stato ad un passo dal sedersi sulla panchina di Lazio e Roma.

"Con i biancocelesti non è andato in porto nulla mentre un anno e mezzo fa sono stato contattato dai giallorossi per allenare la squadra. Non era la prima volta, in diverse occasioni sono stato vicino a trovare un accordo. Un po' mi dispiace perchè Roma è una bella piazza, dal cuore grande".

Sul fronte romanista il tecnico ha provato a spiegare la vicenda legata a Daniele De Rossi: "Premetto che conosco Zeman. De Rossi e' un grande giocatore, e' carismatico, puo' fare squadra da solo. Secondo me ci sono cose che a noi e ai tifosi sfuggono. Cose che conoscono solo il mister, la societa' e il calciatore stesso. Se l'allenatore conosce certe situazioni deve andare avanti anche con altri. Non e' escluso che Daniele De Rossi prenda il volo".

Chi invece sta sbalordendo tutti è Francesco Totti che con l'allenatore boemo sta vivendo una seconda giovinezza: "Parlare di lui è facile. A 18 anni aveva un grande talento ora che è maturato sa fare bene in qualsiasi parte del campo. Sa giostrare da punta, da mezza punta  o da trequartista. E’ consapevole che può segnare oppure suggerire il goal".

Per concludere Trapattoni ha voluto spiegare anche il rito di gettare l'acqua sul campo prima delle partite: "Non è scaramanzia ma un atto di devozione. Ho una sorella che è suora. Questo gesto per me è una protezione dall’invidia. L’invidia uccide più delle pallottole, dice il mondo cattolico. Mi tiene lontano il male e l’invidia".

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