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Il centrocampista argentino: "Non mi sorprende vedere l'Inter al secondo posto, sicuramente mi fa stare tranquillo. Mi aspettavo una situazione cosi'"

"Siamo in lotta per tutte e tre le competizioni e dobbiamo vincere sabato per trascorrere un Natale in tranquillità". Parole da leader quelle di Esteban Cambiasso, assieme al capitano Javier Zanetti il vero pilastro dello spogliatoio nerazzurro.

'El Cuchu', ai microfoni di Inter Channel, analizza il momento della squadra: "Non mi sorprende vedere l'Inter al secondo posto, sicuramente mi fa stare tranquillo. Mi aspettavo una situazione cosi' per il fatto di avere fiducia in quello che si stava creando. Non sai mai come puo' andare, ma e' una situazione che senza vedere il percorso - ad esempio la vittoria contro la Juventus -, ha magari ingannato in qualche momento ma la realtà è che siamo in lotta su tutti i fronti".

Cambiasso si è rivelato importantissimo per Stramaccioni anche nel ruolo di centrale difensivo: "Mi piace, l'avevo fatto quando ero piccolo, ho iniziato come centrale sinistro di una difesa a quattro poi probabilmente per un discorso di uscire palla al piede mi hanno detto che rischiavo troppo e così è iniziata la mia posizione di centrocampista. In una squadra servirebbero tre Cambiasso? Ma no, tanta gente si è già stancata con uno solo...".

Tra le sue doti principali la duttilità: "Credo che il vedere quello che può accadere mi ha permesso di giocare in più ruoli. È un dono, magari allenato dal vedere tante partite, dal fare attenzione ai movimenti di compagni e avversari, si hanno più probabilità di azzeccare la giusta situazione".

Il suo 'erede' potrebbe essere Duncan: "Alfred è sicuramente un grande progetto di giocatore che purtroppo penso sia stato penalizzato dal discorso della lista Uefa, perchè magari avrebbe potuto giocare qualche partita in più. Mi piace, al di là del ruolo, io cerco sempre di aiutare i ragazzi perchè quando uno ha vissuto certe cose non le può dimenticare e quello che noi abbiamo vissuto con altri lo trasmettiamo a loro. Penso che i grandi campioni hanno sempre la capacità di aiutare poi c'è chi lo fa con una parola, chi con i fatti, questo dipende dalla personalità di ognuno, ma io ho sempre trovato dei campioni che mi hanno aiutato".

Infine un ricordo di Facchetti: "Con Giacinto abbiamo avuto un grande rapporto e ho un rapporto tuttora con la sua famiglia, persone che sono più che perbene e in questo mondo trovare persone così non accade tutti i giorni. Arrabbiato per alcune cose che sono state scritte? Viviamo in una società nella quale una bugia detta molte volte passa come una verità, se uno non ha la convinzione di fermarle si rischia che passi nella società come una verità e, pur sapendo che il peso delle mie parole non è uguale a quello di altre persone, mi sembrava doveroso farlo".

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