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L'amministratore delegato del Parma, Leonardi, spiega che il club gialloblù non poteva opporsi a che il proprio stadio sia teatro del match casalingo del Cagliari venerdì sera.

Venerdì sarà un giorno particolare per lo Stadio Tardini di Parma, perchè si 'trasformerà' in stadio casalingo per il Cagliari, che a causa dell'ormai solita problematica di autorizzazioni per l'agibilità dell'impianto cagliaritano di Is Arenas, disputerà in terra emiliana il match contro la Juventus.

In casa parmense l'evento è stato accolto con una certa rassegnazione, come spiega l'amministratore delegato Pietro Leonardi. "Non potevamo farci nulla - ha detto, intervistato da Settorecrociatoparma.it - Nel momento in cui lo stadio 'Ennio Tardini', con provvedimenti del sindaco e del Gos (Gruppo Operativo Speciale della Questura, ndr), è abilitato per ospitare partite di Serie A, entra nei campi di cui la Lega Calcio dispone per potervi far disputare le proprie gare. Noi, in questi casi, siamo impotenti".

Nonostante il Tardini sia lo stadio di casa del Parma, comunque, in occasione del match di sabato, il club emiliano sarà totalmente estraneo all'organizzazione e gestione dell'impianto... "Sarà come un normale, si fa per dire, incontro casalingo del Cagliari - ha spiegato ancora Leonardi - Di tutti i servizi, dalla biglietteria all'attività di marketing e commerciale, se ne dovrà interessare la società rossoblù, noi siamo fuori da tutto".

"La Curva Nord? Gioca in casa il Cagliari, la Nord è la Curva casalinga - ha detto ancora Leonardi - Ai tifosi juventini dovrebbe esser destinato il Settore Ospiti. Ritengo, da buon senso...".

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