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Il centrocampista bosniaco confessa di essersi perfettamente integrato nel calcio italiano, e spiega: "E' molto tattico, a me piace. Ma i terreni di gioco sono orrendi".

Il big match della diciottesima giornata di Serie A è in programma allo stadio 'Olimpico' dove, sabato sera, Roma e Milan si troveranno di fronte per l'ultima gara di campionato dell'anno solare 2012.

A introdurre la partita contro i rossoneri ci ha pensato Miralem Pjanic, tornato assoluto protagonista di casa Roma, dopo il momento difficile vissuto in avvio di stagione. Il centrocampista bosniaco, in una lunga intervista concessa al 'Corriere della Sera', ha esaltato il capitano giallorosso Francesco Totti: "Tra Lamela ed El Shaarawy scelgo sempre Totti. El Shaarawy non lo conoscevo, mi ha sorpreso. Ha tirato fuori il Milan, quasi da solo, da una situazione difficile. Lamela aveva fatto vedere quanto è bravo già l’anno scorso e ora è migliorato nel fare goal".

Quindi Pjanic rivela: "I giallorossi l'anno scorso mi hanno preso l’ultimo giorno di mercato. Io pensavo di restare a Lione. Poi mi ha chiamato Luis Enrique e mi ha convinto". E promuove il calcio italiano,  seppur con debito relativo ai campi di gioco: "Quello italiano è un calcio difficile, tattico. A me piace. Mi fanno orrore solo i terreni di gioco. Come si fa a giocare se manca la base?".

Il bosniaco si sofferma poi sul patron del Milan, sottolineando la passione che anima il numero uno rossonero: "Sono convinto che il calcio per Berlusconi sia passione, non interesse. Nel Milan ha messo persone appassionate, come Galliani". E sull'esclusione di Lijajic dalla Nazionale serba, reo di non aver cantato l'inno, dichiara: "Un’esagerazione. Così hanno perso un giocatore di talento. Il c.t. della Bosnia ci lascia libertà, ognuno si comporta come vuole, sempre nel limite dell’educazione".

Infine Pjanic carica l'ambiente giallorosso e lancia una ciambella di salvataggio al compagno De Rossi: "Solo la Juve ci è stata superiore. Siamo forti. Dobbiamo crederci. De Rossi è un campione, lo sanno tutti. Una grande persona, lo posso dire io che ci passo tanto tempo insieme. Ma il calcio è così, devi mettere tutto in discussione, sempre".

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