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Il portiere rossonero, titolare dopo l'infortunio ad Abbiati, sabato sarà però avversario: "Abbiamo trovato continuità. De Rossi? Ha avuto un calo, ma resta un campione".

L'infortunio di Abbiati gli ha spalancato la... porta. Marco Amelia si è fatto trovare pronto, e con lui tra i pali il Milan è risorto. Sabato sera, per il portiere di Frascati ci sarà l'appuntamento che vale una stagione: quello dell'Olimpico contro la sua Roma. Un amore mai venuto meno.

"Devo tutto al club giallorosso - dice il portiere milanista, intervistato in esclusiva dal 'Corriere dello Sport' - ho iniziato a 8 anni e ci sono rimasto fino ai 18. Ora sono al Milan, ma un anno da titolare alla Roma spero di farmelo. Anche se qui ho ancora due anni di contratto, che voglio rispettare".

Sabato, Amelia ritroverà Zeman. Fu grazie al boemo che iniziò la sua carriera. "Mi fece entrare lui nel giro della prima squadra - ricorda - E anche quando se ne andò, continuò a seguire i giovani che aveva lanciato. Credo che alla lunga i risultati in questa stagione gli daranno ragione".

Il Milan è rinato dopo un avvio difficile. Quali i motivi? "Il fatto che i nuovi dovevano inserirsi, e che nei primi due mesi non abbiamo avuto continuità di risultati. Ora abbiamo meno insicurezze, abbiamo sistemato molte cose. Ed è stato fondamentale Allegri: ci siamo battuti anche per lui. E poi El Shaarawy: è diventato uomo a tutti gli effetti".

La discontinuità di cui parla Amelia ha coinvolto anche la Roma, incapace di trovare equilibrio e sempre in preda alle tensioni interne che coinvolgono De Rossi. "Con Daniele ci conosciamo da quando eravamo ragazzi - dice Amelia - ha avuto un calo dopo tanti anni, ma resta un campione".

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