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La squadra di Conte si approccia alle partite in maniera più intelligente rispetto allo scorso anno. Grazie anche al passaggio al 3-5-2, chi ne beneficia è soprattutto Pirlo.

Gli aspetti in comune tra la Juventus 2011-2012 e 2012-2013 sono più di uno. Intanto, la 'Signora' non perde. Mai lo scorso anno, un paio di volte - contro le milanesi - in questo campionato. Per il resto, alcune differenze di impostazione e mentalità si possono notare chiaramente, ed è la 'Gazzetta dello Sport' a elencarle.

Intanto, il doppio impegno che la scorsa stagione non c'era e in questa c'è porta a un cambiamento sostanziale nel modo di approcciare le partite. Furioso e ossessivo prima, più ragionato ora. E in questo modo chi ne beneficia è Andrea Pirlo, che viaggia verso le 34 primavere e un ragazzino non lo è più.

Antonio Conte ha sempre fatto girare la squadra attorno al bresciano. Solo che lo scorso anno - o meglio, nel girone d'andata del 2011-12 - utilizzava in 4-3-3 in cui l'unico deputato a costruire l'azione era lui, mentre da qualche mese si affida al fortunato 3-5-2 che prevede un regista difensivo (Bonucci) e pure offensivo (Vucinic).

La Juve è meno fisica e più tecnica, concede meno agli avversari e in compenso tira di più verso la porta altrui. Fa dell'equilibrio il proprio credo, e preferisce far correre il pallone - soprattutto in mezzo al campo - piuttosto che spomparsi. Gioco, questo, favorito, da una difesa più alta e da distanze ridotte tra i reparti.

E' in questo modo che la Juventus cercherà di conquistare la terza Coppa dei Campioni/Champions League della propria storia, dopo quelle del 1985 e del 1996. Il grande obiettivo bianconero, lo sanno anche i muri, è quello. E Conte, già in predicato di fare il bis in patria, non sta lasciando nulla di intentato per provare a rincorrere il sogno.

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