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L'amministratore delegato rossonero ha parlato del momento della squadra di Allegri, in ripresa dopo un inizio di stagione al di sotto delle attese.

Il Milan si è ripreso e prima della sosta natalizia è a ridosso della zona Champions League. Del momento in casa rossonera e degli obiettivi per il futuro ha parlato, ai microfoni di Milan Channel, l'amministratore delegato Adriano Galliani.

Prima di tutto si è parlato di mercato: "Cercherò di trattenere Robinho, ma non ho la certezza di poterlo fare. E' vero, c'è un'offerta per Pato. Drogba non è un nostro obiettivo, abbiamo chiesto Pastore al Paris Saint Germain ma non lo vogliono vendere. Chiriches è un nome che è sulla nostra agenda. Credo che in futuro ci saranno ancora campioni ad indossare la maglia del Milan. Gennaio? Numericamente siamo a posto: se partirà un solo attaccante non verrà preso nessuno perchè vogliamo dare spazio a Niang; se invece ne partiranno due prenderemo qualcuno".

Poi il discorso si è spostato sulla stagione, iniziata nel peggiore dei modi: "All'inizio di quest'anno sono arrivati tanti nuovi giocatori, ma grazie all'aiuto di giocatori, società e staff tecnico siamo venuti fuori da un brutto periodo. Contando le ultime 9 giornate siamo in testa al campionato, abbiamo superato il turno sia in Coppa Italia che in Champions, stiamo ripetendo le ottime annate che caratterizzano una squadra blasonata come il Milan. Ricordo che da quando c'è Allegri abbiamo totalizzato 189 punti".

Proprio Allegri avrebbe potuto essere avvicendato ad inizio campionato, quando le cose andavano male: "Abbiamo cambiato meno allenatori di tutti in 27 anni, non è nostra abitudine, non pensiamo affatto che i nuovi possano fare per forza meglio dei vecchi. Bisogna imparare ad avere maggiore cultura calcistica e maggiore pazienza, non so cosa sarebbe successo se avessimo cambiato. Alla nostra risalita ha contribuito Berlusconi, il nostro presidente è uno che sa motivare le persone al meglio. Dopo 25 anni ha sempre la stessa passione, ricordo sempre che con lui siamo diventati il club più titolato al mondo".

Successivamente il discorso si è spostato su El Shaarawy, protagonista indiscusso di casa Milan: "Ho avuto paura di perderlo, ai tempi ho rincorso Preziosi in un ristorante per fargli firmare il contratto, cinque milioni più Merkel. Ho deciso di puntare su di lui quando nel corso di una intervista che fece e che ho sentito ha dichiarato di essere milanista. El Shaarawy rappresenta il Milan del futuro, se fossero rimasti Cassano o Ibrahimovic non sarebbe esploso".

Uno sguardo anche al passato rossonero: "Van Bommel è tornato in Olanda per i suoi bambini. Ebbi una bella intuizione a prenderlo, quell'anno Pirlo non giocò tanto. Prese in mano le redini del nostro centrocampo e fu decisivo nella conquista dello scudetto".

Un plauso a De Jong ed una dichiarazione su Ibra che lo contatterà a breve: "Nigel è un guerriero, mi ricorda Beckham quando subì lo stesso tipo di infortunio. Ibra vuole parlarmi? Mi farebbe molto piacere".

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