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Il presidente rosanero è un fiume in piena: dal calcio alla politica, ne ha per tutti. Sogni, prospettive future e consigli per gli italiani.

Vulcanico, schietto, senza peli sulla lingua. Maurizio Zamparini è da sempre uno dei personaggi più controversi del calcio italiano, il presidente 'mangia-allenatori' per eccellenza. Il numero uno del Palermo, intervistato da 'Il Friuli', risponde a ruota libera su vari argomenti, dimostrando ancora una volta il suo essere diretto fino in fondo.

Si comincia con la confusione in Lega Calcio: "Abbiamo fatto ricorso all'Antitrust rispetto a quello che è stato deciso dai vertici di Milano. La maggior parte dei proventi continua a finire nelle tasche delle stesse società, quelle più importanti. Non si può ignorare questa situazione. Mi meraviglio come l'Udinese non stia dalla parte delle medio-piccole. Eticamente non mi sembra corretto, e di sicuro non avranno un uomo nei vertici della Federazione, perchè di sicuro proverrà da una delle solite potenze calcistiche italiane".

Il calcio ha sempre più l'aria di somigliare alla politica. Zamparini ha le idee chiare anche su questo argomento: "Fin quando il popolo non si sveglierà e partirà una rivoluzione dal basso, la situazione rimarrà invariata. La gente è pigra, apatica, ma prima o poi capirà che ci sarà bisogno di cambiare il paese cercando di eliminare i protagonisti della commedia che stiamo vivendo ogni giorno".

Poi, il presidente rosanero entra nello specifico, lasciando aperto uno spiraglio per una sua futura discesa in campo: "Il piccolo imprenditore fallisce quotidianamente, le partite Iva chiudono. Ma non si rende conto che è lui il vero protagonista del Paese e che deve ribellarsi per primo. I politici stanno rapinando il Paese, e se non cambiano le cose, le cambierò io".

Uno sguardo poi alla situazione dell'industria del pallone nostrano: "Il calcio ha bilanci buoni, produce un miliardo di fatturato, ma il Governo non ci aiuta. Senza riforme le banche non concedono più fidejussioni. La legge sugli stadi non è stata ancora approvata e si rischia il tracollo. Manca la vera meritocrazia, si premia solo i più forti, chi vince. E la stampa è accondiscendente nei loro confronti".

Zamparini infine elogia il collega Pozzo: "Abbiamo voluto la legge Bossi-Fini, con il risultato di proibire i vantaggi che ci sono in Spagna. Non ci permettono di naturalizzare gli stranieri, e distruggono i vivai. Pozzo è stato intelligente, tanto di cappello a lui dal punto di vista finanziario. Ha capito prima di tutti che per far crescere i giocatori doveva acquistare altre società. In futuro mi auguro che in Italia si possa essere proprietari di società di A e B, come succede in Spagna, per scambiarsi i giocatori in qualsiasi momento della stagione".

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