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La Sampdoria ricomincia da Delio Rossi: allenatore 'snobbato' in estate e richiamato dopo l'esonero di un Ferrara incapace di dare gioco ai blucerchiati.

Ciro Ferrara esonerato prima di Natale, era possibile ipotizzare un finale diverso da questo? Le “cassandre” di turno, gli allarmisti, i bene informati avevano visto lungo. Difficile poter pensare che un allenatore così inesperto, con un curriculum tanto risicato quanto fallimentare alle spalle, potesse trascinare una Sampdorianeopromossa verso il bel gioco, qualche vittoria e una salvezza tranquilla.

I punti tutto sommato ci sono, ma la squadra assolutamente no. Il chiaro, chiarissimo esempio lo si è avuto a Catania. Sia col punteggio che sorrideva ai blucerchiati, sia con lo svantaggio maturato dopo il goal di Bergessio, la compagine Doriana ha interpretato lo stesso calcio, fatto di passaggi rugbystici in orizzontale, indietreggiamenti fin troppo prudenti, sviste madornali in difesa, insicurezza del portiere.

Chiaramente non si poteva pretendere che Ferrara guidasse una squadra neopromossa - e troppo spesso falcidiata da infortuni e squalifiche - in zona EL, ma era comunque lecito aspettarsi che il tecnico campano donasse un’anima, uno spirito battagliero a questa Samp, la quale invece ha trasformato il proprio campo in un facile terreno di conquista, e in seriali “Waterloo” quasi tutte le trasferte.

I NUMERI DI FERRARA ALLA SAMPDORIA
17 Le gare disputate
17 I punti in classifica
5 Le vittorie
3 I pareggi
9 Le sconfitte

Ciò che più ha colpito negativamente in casa Samp, oltre alla carenza di un gioco, è stata l’insufficiente preparazione ai match: difensori che puntualmente non sanno chi marcare, centrocampisti che non sanno a chi passare il pallone, pochi movimenti degli attaccanti, pochissimi tiri in porta. Se in una classe tutti i venti alunni non sanno come eseguire la verifica, può darsi che non abbiano studiato a sufficienza, ma può anche darsi che il “maestro” non abbia spiegato – bene - la lezione.

In un’unica occasione si è vista una squadra caparbiamente votata alla ricerca della vittoria: nel Derby vinto contro il Genoa. Poi più niente, il successo col Bologna ha contribuito ad accentuare l’illusione, così come il pareggio in casa della Fiorentina – ottenuto comunque con una certa personalità e grinta -. Ciro Ferrara ha confermato in pieno il luogo comune del grande calciatore che difficilmente diventa un grande allenatore.

Desta preoccupazione anche l’operato societario: fino a una settimana fa il vicepresidente vicario Edoardo Garrone ribadiva l’importanza del progetto Ferrara dagli studi di Telenord, ma appena le casse societarie si sono liberate dell’ingaggio di Iachini, i vertici di Corte Lambruschini hanno provveduto ad allontanare il loro pupillo, tanto voluto, tanto difeso ma altrettanto facilmente scaricato. Segno che le idee o sono confuse o che non c'è unità di pensiero all'interno della società.

Scelto dopo aver rincorso sulla pubblica piazza – altro grande errore – un peso massimo come Benitez, con fette di prosciutto spesse mezzo metro hanno creduto in un allenatore che allenatore non era, perché fare il selezionatore di una nazionale non significa saper allenare una squadra. Se del senno di poi sono sempre piene le fosse, non sembra comunque utilitaristico e incoerente chiedersi come mai non si sia scelto subito Delio Rossi, visto che era libero già dalla fine dello scorso campionato e che questa domanda, il sottoscritto come tanti altri, se l’era già posta più e più volte in luglio.

Perché dalla discesa in serie B in poi in casa Samp si devono fare le cose giuste a gennaio e non d’estate quando si ha più tempo? A Osti e a Delio Rossi il compito di rivitalizzare questa Samp da encefalogramma piatto, per salvarsi, sì, ma facendo anche divertire i tifosi.

Diversi giocatori accantonati come De Silvestri, Poulsen, Estigarribia potrebbero tornare utili, poi sarà necessario un mercato di gennaio spregiudicato per assicurarsi almeno un difensore centrale di livello, un attaccante e un esterno d’attacco nel caso il neo tecnico voglia tentare la carta del tridente.

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