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Con un pareggio sostanzialmente meritato, la squadra di Del Neri ha interrotto la serie negativa interna. Ora si confida anche in qualche colpo di Preziosi e del d.s. Foschi.

Piccolo passo in avanti per il Genoa, che interrompe la serie negativa interna (quattro sconfitte consecutive prima del match con i granata) con un pareggio sostanzialmente meritato, buono più per il morale che per la classifica che rimane deficitaria.

Con il calendario del 2012 che va verso l’esaurimento, le speranze di risalita del team rossoblu sono ora affidate quasi esclusivamente alle 'invenzioni' di Preziosi e del d.s. Foschi nel mercato di riparazione, già povero di suo e reso ancor più critico dalla congiuntura economica negativa a livello nazionale.

COSA VA – Gioco e personalità sono in miglioramento, anche grazie alla condizione fisica in crescita di elementi cardine come Vargas e Marco Rossi. Contro i granata il Genoa non è stato particolarmente brillante, ma molto più ordinato e preciso nell’imbastitura del gioco rispetto alle uscite precedenti, e capace di effettuare una pressione costante, per quanto sterile, sui granata per gran parte della ripresa, cioè nel periodo di gioco solitamente più negativo per il Grifone 2012-13, come dimostrano le statistiche.  

COSA NON VA – L’affiatamento tra Immobile e Borriello stenta a decollare, e con il passare delle giornate – e l’imminente ingaggio di Floro Flores – pare sempre più difficile che possa formarsi una coppia ben assortita tra i due attaccanti campani.

Né con il tridente iniziale, che prevedeva Immobile largo a sinistra, né con lo schieramento a due impostato dopo il vantaggio granata, i due bomber hanno trovato quella sintonia che si rende necessaria per fornire a Delneri una batteria offensiva capace di scardinare le retroguardie avversarie. Assieme all’assenza di un costruttore di gioco, che dovrebbe essere ovviata dall’arrivo di Matuzalem, quella dell’attacco appare come la maggiore criticità tecnica con la quale deve fare i conti oggi Delneri.

TOP&FLOP – Impressiona Vargas: il peruviano, il quale non difetta né di personalità né di doti tecniche, è al momento l’unico elemento dell’organico capace di trovare il fondo con regolarità e saltare l’uomo, creando superiorità numerica in fase offensiva. Cresciuto notevolmente sul piano del rendimento fisico-atletico, si candida per un ruolo da protagonista assoluto anche dopo la 'rivoluzione' prevista a gennaio.

Male la difesa, perforata ancora una volta al primo vero affondo dell’avversario. La fragilità del pacchetto arretrato rossoblu, specie quando deve rapportarsi ai cross dal fondo, sta diventando una pericolosa costante. Si salva solo Granqvist, e più che altro per il gol che ha salvato i rossoblu dalla sconfitta.

CONSIGLI PER IL MISTER – I segnali positivi non mancano, ma la strada da fare è ancora molta e il margine d’errore si riduce di domenica in domenica. In questi frangenti, oltre a lavorare sul piano psicologico (in questo senso il ritiro di Coccaglio sembra aver dato buoni frutti), bisogna impostare un calcio estremamente concreto, privo di soluzioni 'barocche', che punti al sodo.

Meglio il 4-4-2 del 3-4-3, almeno per ora, con ali versatili e aggressive come Rossi e Vargas a dare equilibrio e sostanza sulle fasce laterali. Buona notizia il ritorno di Antonelli, parso un po’ in difficoltà contro il Torino (era reduce però da un infortunio piuttosto lungo): l’ex di Milan e Parma può formare una catena di sinistra molto interessante e fruttuosa con Vargas, in entrambe le fasi.

IL FUTURO – Il turno prenatalizio offre ai grifoni un avversario di tutto rispetto: l’Inter di Milito e Palacio, l’unica squadra a non aver mai perso contro i rossoblu dal ritorno di quest’ultimi nella massima serie nel 2007. L’impegno è proibitivo, almeno sulla carta, vista l’attuale disparità di forze tra i due organici. Tuttavia, proprio per questo motivo il Genoa avrà il vantaggio di poter giocare con meno pressione dei nerazzurri, e chissà che per una volta la legge dei grandi numeri non sorrida al vecchio e malandato Grifone…

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