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L'ex direttore sportivo della Juve torna sul periodo trascorso in bianconero e lancia la sua frecciata: "Ho fatto tanto per loro, meritavo più rispetto".

Alessio Secco, ex direttore sportivo della Juventus ed attuale dirigente del Modena, ha rilasciato una lunga intervista a 'La Tribù del calcio', tornando sul periodo trascorso in bianconero e togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

"Nel 2006, all'inizio, alla Juve ero solo a gestire una cosa enorme, una cosa che molti colleghi rifiutarono per non bruciarsi. Del Piero fu il primo a comunicarmi la sua disponibilità a restare e mi diede una mano anche nello spogliatoio. Dopo arrivò Buffon, il quale aveva le possibilità di andare ovunque ma con cui  facemmo un patto secondo il quale sarebbe rimasto se gli avessi garantito un livello di competitività tale da garantire l'immediato ritorno in A"- ricorda Secco.

Quindi l'ex dirigente juventino prosegue: "Sui giocatori che abbiamo venduto in quell'estate l'affare l'ha fatto la Juventus, specie se vediamo il loro cammino di lì in avanti. Alcuni dei giocatori che abbiamo comprato  non hanno funzionato, ma abbiamo fatto una promozione e un secondo posto in Serie A con l'Inter di Mourinho, che oggi non esiste più. La Juventus non ha una concorrenza del genere. Ranieri fece bene il primo anno e anche il secondo stava facendo bene ma ci siamo forse impauriti e abbiamo preso una decisione sull'onda emotiva della paura. Dal punto di vista dello stile quella di esonerarlo fu una scelta non delle migliori".

Quindi Secco ammette: "La ferita ora si è chiusa, ma all'inizio quando andai via dalla Juve fu difficile. L'ultimo anno fu difficile da sopportare, per quella che è stata la mia storia alla Juventus credevo di meritare più rispetto nel modo.  Abbiamo riportato la Juve dove doveva essere, ci siamo tolti la soddisfazione di giocare in Champions League. Abbiamo compiuto anche qualche passo falso ma sempre in buonafede". E su Del Piero dichiara "Penso che con Alessandro magari i tempi potevano essere diversi e concordati differentemente, io forse da dirigente avrei fatto in maniera diversa".

Infine si chiude sul capitolo Moggi: "Umanamente sono legato a lui a livello personale, perchè l'ho conosciuto bene ed è una persona diversa da quello che sembra". E sulla questione Scudetti chiosa: "Se chiedete ai calciatori che hanno vinto nel biennio di Capello loro sanno di averlo vinto, ma se qualcuno decide diversamente non vale la pena fare una guerra di religione".

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