thumbnail Ciao,

Il tecnico granata prova a sgonfiare il caso legato alla lite avvenuta con l'esterno nell'intervallo del match contro il Milan: "Sono cose che capitano e capiteranno ancora".

Prima della partenza per Genova, dove domani il Torino affronterà i rossoblù nel match valido per la diciassettesima giornata di Serie A, mister Ventura ha come da tradizione incontrato la stampa nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Il tecnico granata ha esordito parlando del difficile momento vissuto dal Torino: "Avevamo detto che sarebbe stato un ciclo difficile quello iniziato contro la Fiorentina, forse si poteva raccogliere qualcosa in più, ma essendo una neopromossa ci poteva stare. Ora abbiamo una serie di partite più abbordabili, contro il Genoa sarà una sfida importante per noi e importantissima per loro. C'è voglia di fare la partita".

Quindi Ventura ha chiamato a raccolta i tifosi, ricordando: "Per noi sono determinanti, così come lo sono quelli del Genoa. Quando c'è necessità il tifoso non va a criticare, ma a prendere per mano la squadra. Sicuramente il secondo tempo di domenica non può aver suscitato contentezza tra i tifosi, ma serve la loro vicinanza".

E sugli allenamenti a porte chiuse ha spiegato: "Noi siamo l'unico campo in cui sono ammessi i tifosi, ad esclusione dell'ultimo mese. Tutte le formazioni in serie A hanno i campi blindati perchè diventa difficile lavorare sugli aspetti tattici con tutti gli osservatori degli avversari che vengono a studiare gli schemi. Detto questo, il campo si è ripristinato e quindi credo che dalle vacanze in poi torneremo ad aprire le porte quando possibile".

Poi Ventura è tornato sulla lite avvenuta con Cerci nell'intervallo del match con il Milan: "Si è enfatizzato molto sulla discussione avvenuta negli spogliatoi, ma fa parte del gioco e della crescita dei giocatori. Sono cose che capitano. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Cerci è un anello di una catena che dovrebbe essere ogni giorno più forte. Non è lui che vince le partite da solo, nè quello che le fa perdere. Il Cerci che ha giocato contro la Fiorentina ha reso addirittura oltre la media. Dobbiamo lavorare affinchè disputi tutte le partite a quel livello. Stiamo lavorando su questo: è un calciatore che se c'è può fare molto bene".

E ha spiegato: "La crescita di un giocatore esula dal giocare. Ogni calciatore pensa a sè stesso: quando riesci a far capire che paga più il 'noi' dell'io sei già a buon punto. Poi ognuno ha la propria chiave per essere stimolato e dipende dal carattere. E' un discorso molto più complesso del semplice 'gioco o non gioco'".

Infine il tecnico non sì è sbilanciato con qualche anticipazione tattica in vista della gara contro il Genoa: "Vedremo come si disporranno, poi risponderemo di conseguenza. Noi abbiamo il nostro modo di essere e le nostre conoscenze. Le squadre vincono quando centrano la partita dal punto di vista dell'organizzazione".

Sullo stesso argomento