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Giampaolo Pozzo non abdica ai grandi orizzonti: "L'Udinese punta alla Coppa Italia e a tornare in Europa. A breve il nuovo stadio, Guidolin resta e io non lascio il Friuli"

Il presidente della società bianconera rilancia le ambizioni della sua squadra e crede ad una nuova qualificazione nelle coppe europee. Parte il countdown per il nuovo stadio.

Parola d'ordine: stupire. Con questo diktat, da anni l'Udinese meraviglia mezza Europa con il suo calcio a tratti spumeggiante, mettendo in mostra in ogni stagione dei veri e propri gioiellini sui quali si scatenano aste milionarie.

Il 'deus ex machina' del progetto friulano, oltre a mister Guidolin, è senza dubbio il patron Giampaolo Pozzo, che da ormai 27 anni guida una società con i conti in regola e all'avanguardia nello scouting. Nella serata di gala con cui l'Udinese ha brindato al Natale e al 2013, Pozzo si è concesso una lunga intervista con il canale ufficiale della squadra, 'Udinese Channel', come riporta la 'Gazzetta dello Sport' nell'edizione odierna: "Il nostro obiettivo è arrivare il prima possibile ai 40 punti in classifica. Una volta superata quella soglia, non avremo nulla da perdere e cercheremo di giocare per raggiungere nuovamente un piazzamento in Europa. Sappiamo che sarà più complicato degli altri anni, ma ci proveremo" .

L'Udinese può arrivare in Europa anche vincendo la Coppa Italia. Prima però c'è da passare l'ottavo di finale mercoledì al 'Friuli' contro la Fiorentina: "La Coppa è un nostro obiettivo, perchè è un modo per approdare in Europa. Sarà una competizione aperta, in fondo arrivano le squadre più forti, ma noi non vogliamo limitarci nei sogni".

Quello che se ne va è un altro anno straordinario per l'Udinese. Terzo posto in classifica, passi da gigante sul piano della comunicazione e del marketing, ma anche delle strategie societarie: "Il terzo posto è stato incredibile e inaspettato. Nel 1997-98 lo ottenemmo con Zaccheroni, ma erano altri tempi. Il campionato scorso è forse il più bello dei miei 27 anni da presidente. Il futuro che ci aspetta è sicuramente un futuro roseo, con una stadio nuovo. Io tendo sempre a guardare avanti. Il top lo raggiungeremo con l'inaugurazione del nuovo 'Friuli', per il quale partiranno molto presto i lavori. Per settembre 2014 dovremmo giocare in un impianto ultra-moderno, in cui raggiungere le ventimila presenze sarà l'obiettivo minimo".

Tra progetti e sogni, c'è anche qualche delusione, alcune piuttosto recenti: "La doppia eliminazione in Europa è stata deludente. Ma non siamo ancora attrezzati per i miracoli. Ogni anno ricostuiamo da zero la squadra e per il mister c'è poco tempo per poter amalgamare al meglio i 'vecchi' con i 'nuovi'. Poi abbiamo un budget limitato rispetto ai club più importanti: noi partiamo da ricavi di 40 milioni, loro minimo da 100. Però questo è un aspetto che ci inorgoglisce, anche perchè in campo sappiamo farci  valere, sebbene qualche volta subiamo degli arbitraggi discutibili, con errori piuttosto evidenti".

Inevitabile una battuta sull'allenatore e sulle voci che vorrebbero Zola al posto di Guidolin già dalla prossima stagione: "Con Guidolin ci troviamo molto bene, e lui è felice di stare con noi. L'ho sempre difeso perchè quando le cose vanno male si tende a dare la colpa all'allenatore, mentre le colpe andrebbero suddivise equamente tra tutti i componenti della squadra. Parliamo di una persona seria, corretta, che non si lamenta mai. Se un giorno dovese decidere di non allenare più, gli proporrei di ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Zola sta svolgendo un ottimo lavoro al Watford, in una realtà diametralmente opposta come quella inglese. Possiedo due club all'estero perchè il regolamento in Italia non mi dà la possibilità di presiedere altre società. Allora ho acquistato il Watford e il Granada per permettere ai tanti calciatori che abbiamo (circa 120) sotto contratto di crescere e di giocare. Ma non venderò l'Udinese per stabilirmi in Inghilterra".

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