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Il tedesco non è partito titolare tre volte, in cui la squadra ha ottenuto un punto. Due tra i deludenti Kozak, Floccari, Rocchi e Zarate partiranno, idee Abdellaoue e Bianchi.

Miro Klose è l'anima della Lazio. Un insostituibile. A certificarlo, i numeri: che dicono che il tedesco segna tanto, e fin qui nulla di nuovo, ma anche che i biancocelesti soffrono tremendamente quando sono costretti ad andare all'attacco degli avversari senza la loro miglior freccia nell'arco.

Fino a questo momento, in campionato Klose non è partito titolare per tre volte. L'ultima, lunedì sera: a Bologna è entrato a 12 minuti dal termine, senza riuscire a incidere. E la Lazio si è dovuta accontentare dello 0-0. Peggio era andata col Catania (0-4, il tedesco era squalificato) e col Genoa (0-1).

Il problema è che chi deve sostituirlo è spesso non all'altezza del compito. Tra Rocchi, Zarate, Kozak e Floccari il bottino conta... zero reti complessive in campionato. Pure se gli ultimi due, con le loro reti (5 in totale), hanno trascinato la Lazio a un tranquillo approdo ai sedicesimi di Europa League.

I quattro hanno nel complesso deluso, ed è quasi scontato che due di loro faranno le valigie a gennaio. Kozak è richiesto dal Pescara, Rocchi dal Siena, Floccari dal Napoli ma non solo, Zarate al Malaga o allo Stoke City. Certo, di fronte a eventuali partenze la società non resterà a guardare.

Ci sono già le prime piste, e portano a Mohammed Abdellaoue, norvegese di origini marocchine dell'Hannover, e a Rolando Bianchi, che non rinnoverà con il Torino e potrebbe lasciare i granata già a gennaio. Una mezza rivoluzione in un attacco sempre più Klose-dipendente.

Intanto, però, c'è da pensare all'Inter. Klose ci sarà, e sarà col suo aiuto che la Lazio cercherà di interrompere l'astinenza da goal in trasferta che in campionato dura dal 3-0 di Pescara: cinque partite e 415 minuti. Per questo Petkovic è tentato dal cambio di modulo: via il 4-5-1, dentro il 3-4-3 già visto a Maribor.

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