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Il telefonino di Miccoli era stato sotto intercettazione durante le ricerche di Lauricella senior, all'epoca latitante. Giocatore comparso con il nipote di Messina Denaro.

Doppia frequentazione, doppio problema per l'idolo della città. Fabrizio Miccoli, attaccante e capitano del Palermo, finisce (nuovamente) nell'occhio del ciclone per i rapporti con i parenti di un capomafia e di un superlatitante.

Negli ultimi giorni, infatti, nelle indagini del Ros, il giocatore è comparso accanto al nipote del superlatitante trapanese Matteo Messina Denaro.

Proprio per difendere il proprio calciatore più rappresentativo, prima della sfida contro la Juventus, si era presentato in conferenza stampa l'ad Pietro Lo Monaco e non mister Gasperini.

La procura del capoluogo isolano, itanto, è tornata ad indagare sui rapporti fra l'ex Fiorentina e il figlio del capomafia Antonino Lauricella, Mauro. Secondo quanto riporta 'Repubblica' Miccoli avrebbe incaricato il rampollo del boss di recuperare alcuni crediti vantati da suoi amici. Con metodi non proprio da lord.

Il tutto è nel fascicolo protocollato nel "modello 45", quello degli "atti non contenenti notizie di reato". Ascoltate diverse persone dai magistrati: si sta verificandose quei crediti siano legittimi, oppure nascondono pressioni.

Il telefonino del giocatore era stato sotto intercettazione nel 2011, durante le ricerche di Lauricella senior, all'epoca latitante.

Poi il capomafia era stato arrestato: non si è saputo più nulla, fino a qualche mese a, quando si è rincominciato ad indagare. Le audizioni disposte non hanno riguardato l'amicizia fra Miccoli e Lauricella, ma solo episodi specifici da chiarire.

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