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Dopo la sconfitta col Catania, la panchina di Cosmi comincia a essere incerta. Il presidente senese, però, interviene in sua difesa: "Troppe disattenzioni dei giocatori in campo".

Il duro crollo interno del Siena contro il Catania e la posizione dei bianconeri in classifica non soddisfano la tifoseria - che ieri ha intonato dei cori che hanno infastidito il presidente Mezzaroma - né rendono tranquilla la società. A sollevare qualche dubbio, in questo senso, è anche la situazione dell'allenatore, Serse Cosmi, cosicché la trasferta di domenica prossima a Firenze potrebbe essere decisiva per la sua panchina.

"Il pericolo è il mio mestiere - ha tuttavia spiegato il tecnico nel post partita del Franchi - Il Siena nella classifica reale avrebbe sei squadre dietro (ci sono 6 punti di penalizzazione, ndr). Se mi rendessi conto che non siamo all'altezza, sarei il primo ad andarmene".

Secondo Cosmi, infatti, ieri la formazione ha avuto un approccio totalmente errato al secondo tempo, quasi i giocatori "avessero perso la fiducia", una dinamica che il tecnico umbro ritiene comunque non debba essere troppo esasperata, poiché si rischierebbe di sottrarre energie dall'individuazione dei giusti correttivi.

Ora il Siena è atteso dalla trasferta a Firenze, quindi dal turno interno con il Napoli e, infine, dall'impegno a Milano contro i rossoneri, un calendario molto duro per i toscani. Il presidente Mezzaroma, però, tende a rassicurare l'ambiente, affermando a 'Tuttosport' che "il problema non è Cosmi. Questa squadra ha conquistato 17 punti. Quando si perde le responsabilità sono di tutti, ma in campo non ci vanno né l’allenatore né il presidente. Abbiamo preso tre reti per disattenzioni individuali e alcuni giocatori devono dimostrare di meritarsi la Serie A".

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