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Il tecnico bianconero, scontata la lunga squalifica, è tornato a guidare la sua squadra dalla panchina, conducendola alla vittoria sul campo del Palermo.

E' finalmente potuto tornare in panchina Antonio Conte, guidando la sua Juventus a vincere sul campo del Palermo. Tanti mesi lontano dal terreno di gioco, per la nota squalifica nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse, ma ora Conte può tornare ad 'urlare' nelle orecchie dei suoi giocatori anche durante la partita.

"E' inevitabile che quando ti viene a mancare il terreno di gioco, il profumo dell'erba come l'ho definito tre-quattro settimane fa, è un dolore - ha commentato Conte ai microfoni di Sky Sport - Ti manca qualcosa, anche se lavori con la squadra per tutta la settimana. Però i novanta-novantacinque minuti della partita, quelle sensazioni ed emozioni mancano".

"Però - ha proseguito - ho dovuto affrontare questa vicenda e credo sia stata un'esperienza formativa sotto tanti punti di vista. E penso che la squadra abbia risposto in maniera straordinaia. Voglio ringraziare i giocatori, perchè chi riesce a fare in quattro mesi quello che abbiamo fatto noi significa che ho dei giocatori speciali. Speciale è anche la società e forse un po' speciale sono anche io".

Ma se Conte avesse avuto una deroga per andare in panchina in una determinata partita fra quelle passate, quale avrebbe scelto? "A me le partite sono mancate tutte - afferma il mister bianconero - ma ho la fortuna di avere un ottimo staff che ringrazio. Perchè sia Massimo (Carrera, ndr) prima, che Angelo (Alessio, ndr) dopo, sono stati molto bravi nel sostituirmi nei novantacinque minuti e quando c'era da dare delle direttive alla squadra il fatto che ci sia fra di noi grande simbiosi, grande partecipazione durante la settimana, ha permesso che questo venisse effettuato nella maniera migliore. Io quiindi le avrei vissute tutte, sia quelle in cui si è vinto che quelle in cui abbiamo perso".

A Palermo non è stata però una passeggiata per la Juventus, che ha vinto solo di misura, sprecando qualche occasione di troppo... "Bisogna cercare di fare più goal - ha detto ancora Conte - Più che arrivare davanti al portiere e cercare di tirare la palla in rete credo non si possa fare di più a livello di gioco".

"E' inevitabile - ha proseguito il mister - che se avessimo pareggiato questa partita con un calcio d'angolo al novantesimo, saremmo rimasti due giorni chiusi negli spogliatoi e avremmo fatto il ritiro qui a Palermo. Perchè quando hai le occasioni che abbiamo avuto noi per chiudere una partita difficile come questa contro il Palermo, dobbiamo essere più cinici e cattivi, perchè poi una punizione o un calcio d'angolo può rimettere tutto in gioco e, sinceramente, dopo la prestazione di oggi, lasciare dei punti a Palermo sarebbe stato un delitto
".

Tornando poi al periodo di squalifica... "Sono stati quattro mesi in cui ho provato del dolore, questo è fuori dubbio - ha ggiunto ancora Conte - Perchè quando fai il tuo mestiere con tanta passione ed entusiasmo, essere fuori in quei novanta minuti, dopo che hai preparato la partita durante tutta la settimana, è qualcosa che ti manca. Anche se dovendo scegliere fra le due cose, se stare in panchina nei novanta minuti della partita o allenare la squadra durante la settimana, direi che è meglio così, allenare la squadra e per la partita lasciare il posto a un mio collaboratore. Però è un'esperienza che mi ha formato sotto tanti punti di vista, mi ha fatto riflettere su tante cose, mi ha fatto conoscere meglio le persone... Insomma, credo sia stata davvero formativa e mi abbia fortificato ancora di più".

Ma c'è qualcosa di positivo nel vedere la partita, e in qualche modo dare indicazioni alla squadra, dalla tribuna? "A stare lontano dalla panchina per la partita di positivo non c'è molto - ha sentenziato Conte - Noi, secondo me, abbiamo ottenuto dei risultati straordinari, perchè la Juventus in questo periodo è stata come una macchina che inizia a fare il gran premio e praticamente viaggia con le ruote sgonfie. Noi con le ruote sgonfie siamo riusciti a rimanere in testa alla classifica e a vincere il nostro girone di Champions, che non era affatto facile. L'aspetto bello è che, da lassù, ho sempre visto una squadra organizzata e che faceva le cose che provavamo durante la settimana. Sono stato anche aiutato dal fatto che questa è una squadra che viene da un anno di lavoro insieme, quindi tante cose sono state meccanizzate. Se questa cosa fosse successa l'anno scorso, al mio arrivo alla Juventus, sarebbe stata una rovina per me e una rovina per la Juventus".

La Juventus è sempre stata vicina a Conte durante tutto questo difficile periodo della squalifica, tanto che il binomio appare ormai inscindibile... "Quando ho parlato di conoscere meglio le persone mi riferisco proprio a questo - ha detto ancora l'allenatore juventino - Sia in positivo che in negativo, perchè in questa esperienza ho trovato anche persone che si sono rivelate diverse da come mi aspettavo. Nella Juventus, invece, ho avuto la constatazione di avere una società, in primis col presidente Agnelli, fortemente al mio fianco. E, poi, la cosa più bella è di avere un gruppo di giocatori speciali, perchè quello che abbiamo fatto noi in questi quattro mesi è stato qualcosa di speciale, perchè spesso si è dimenticato che in questi quattro mesi la Juve era senza allenatore in panchina".

"Qualcosa da dire su tutta la vicenda che ha portato alla squalifica? Io penso che tutto quello che avevo da dire l'ho detto - ha concluso Conte - e ne ho anche pagato le conseguenze, perchè sono stato deferito e ho pagato anche una multa di 25 mila euro. Non c'è da aggiungere nulla, i quattro mesi di squalifica non hanno cambiato di una virgola il mio pensiero in proposito, però ne ho preso atto. Secondo me è una vicenda dalla quale ne esco fortificato, sia dal punto di vista calcistico, sia dal punto di vista morale".

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