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Berlusconi interrompe i sogni rossoneri: "Balotelli costa troppo, non sono più i tempi giusti". Pato preoccupa: "Quando tornerà? Se lo chiede anche lui..."

Il presidente rossonero è arrivato al centro sportivo del Milan intorno alle 13.20 a bordo del suo elicottero: "Soddisfatto della rimonta in classifica"

Quando l'ala rotante termina il suo movimento e l'elicottero atterra nel quartier generale rossonero di Milanello sono da poco passate le 13.20: come consuetudine ormai dal velivolo scende il presidente Silvio Berlusconi, alla sua quinta visita nel giro di tre settimane.

Il Cavaliere, 'convocato' come nelle altre occasioni dall'amministratore delegato Adriano Galliani, è stato accolto proprio dal suo braccio destro, prima di fermarsi a parlare con i cronisti presenti al centro sportivo. Temi politici in primo piano ma anche tanto Milan, a cominciare dal sogno Balotelli, in realtà irrealizzabile: "E’ stata interpretata male una mia frase. Io non sogno Balotelli di notte. Non c’è nessuna trattativa in corso. Assolutamente. Costa troppo, non sono i tempi giusti per queste operazioni".

Berlusconi ha ammesso poi di essere "soddisfatto della rimonta in classifica" e ha spiegato che a pranzo con Allegri si parlerà anche di formazione: "L’allenatore m’informerà dei possibili sostituti". Una riunione-convivio durata ben più del previsto, visto che è stato Tassotti a dover dirigere l'allenamento di rifinitura visto che il tecnico livornese era ancora a tavola con il patron.

Preoccupazione invece per Pato: "Quando lo rivedremo? Se lo domanda anche lui tutte le mattine - ha dichiarato Berlusconi - quando si alza, si guarda allo specchio e si chiede 'chi sei tu?'".

Il Cavaliere si è soffermato infine sul cammino in Champions del Diavolo: "La squadra che ha incontrato lo Zenit ha svolto un ottimo gioco ed è stata sfortunata perché abbiamo preso goal nell’unica occasione concessa agli avversari. Agli ottavi un avversario vale l'altro. Il Milan più l’avversario è importante e meglio gioca, il Milan è grande contro le grandi. Anche perché quando noi incontriamo una squadra minore, chi ci affronta lotta e siamo abituati ad avere squadre che fanno grandi partite contro di noi”.


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