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Il portiere sloveno, autore di grandi prestazioni nei primi mesi nerazzurri, elogia i compagni: "Sono stati molto disponibili. Ho legato in particolare con Belec e Stankovic".

Probabilmente l'Inter pensava che l'addio a Julio Cesar sarebbe stato più traumatico di quanto in realtà si è rivelato. Samir Handanovic, invece, sta ripetendo le prestazioni che lo hanno messo in luce al pubblico italiano nelle otto stagioni italiane. E nessuno rimpiange più il brasiliano.

Il segreto, a quanto pare, sta anche in un inserimento ideale nello spogliatoio nerazzurro. "Non ho avuto particolari difficoltà a legare coi miei compagni - ha detto il numero 1 sloveno a 'Prima serata', programma di 'Inter Channel' - sono tutti disponibili, e per questo l'ambientamento è stato sereno".

"I portieri solitamente legano di più tra loro - ha continuato - e a me sta accadendo con Belec. Ma sto bene anche con Stankovic. Nel calcio c'è poco tempo per stabilire delle amicizie, si pensa più a giocare, ma io sto imparando a conoscere il gruppo. Per un portiere è fondamentale sapere le caratteristiche dei compagni".

Il portierone interista ha rivelato anche qualche curiosità. "La parata più bella che ho visto? Quella di Buffon sul colpo di testa di Inzaghi nella finale di Champions tra Milan e Juve, a Manchester. La mia? Quella che ho compiuto su Markovic, nella gara contro il Partizan a San Siro".

Il modello? E' un portiere pure lui, ma non è sloveno, e neppure italiano. "Peter Schmeichel. E' stato uno dei portieri più forti di sempre, ha vinto tutti giocando sempre ad altissimi livelli. E poi per il nostro ruolo il calcio inglese è il più duro, perché siamo poco protetti e il gioco è molto fisico".

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