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Il presidente del Cagliari ha negato seccamente le accuse di aver utilizzato fondi pubblici nell'ampliamento e ristrutturazione dello stadio di Is Arenas.

Lo stadio di 'Is Arenas' continua a essere una spina nel fianco per Massimo Cellino. Anche adesso che, finalmente, il nuovo stadio del Cagliari può essere riempito in ogni ordine di posti dai propri tifosi, il presidente rossoblù deve rispondere a critiche che arrivano da più parti, non ultime le accuse relativamente all'impiego di fondi pubblici per l'effettuazione dei lavori di ampliamento e ristrutturazione dell'impianto.

Ipotesi, questa, che Cellino ha negato seccamente tramite un comunicato: "La mia società non solo ha eseguito tutti i lavori che le spettavano per convenzione - ha spiegato il patron rossoblù - ma ne ha realizzato altri che erano di competenza del Comune di Quartu. E' vero anche che la mia società ha strapagato alcuni lavori per l'urgenza di realizzarli. La condotta del Cagliari, perciò, è stata lineare e si è attenuta rigorosamente a quanto stabilito dalla convenzione stipulata con il Comune di Quartu Sant'Elena".

"Continuo a leggere che la ditta Andreoni avrebbe svolto lavori a favore del Cagliari calcio utilizzando fondi pubblici del Comune di Quartu - si legge ancora nella nota del presidente rossoblù - Io e i miei collaboratori non accettiamo più tali insinuazioni. La verità è che la mia società ha affrontato spese molto ingenti non solo per eseguire i lavori che secondo convenzione erano a suo carico, ma anche una parte di competenza del Comune di Quartu".

"Sono ormai arrivato al limite della sopportazione - conclude Cellino - e diffido chiunque a diffondere notizie infamanti. L'unica cosa certa è che io, la mia società e tutto il personale impegnato nel cantiere abbiamo trascorso un'estate infernale, lavorando a ritmo forsennato".

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