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Manolo Gabbiadini, dopo un inizio tribolato, è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante a Bologna. Ma non finisce qua: l'obiettivo è continuare così, in vista di Israele 2013!

Dopo un inizio di stagione tribolato, passato più che altro ad entrare sul campo negli ultimi venti minuti di gioco, Manolo Gabbiadini è finalmente assurto a protagonista nell'attacco del Bologna, dove Pioli gli ha trovato un ruolo da titolare dal quale difficilmente, da adesso in poi, potrà essere scalzato.

E dalle parole rilasciate alla 'Gazzetta dello Sport', lo stesso Gabbiadini svela la formula del successo, non solo sua ma dei suoi coetanei in generale: "Noi giovani abbiamo bisogno di spazio, ci serve giocare. Se ce ne viene data possibilità, possiamo dimostrare tutto ciò di cui siamo capaci. Lo dimostra El Shaarawy. Lo scorso anno giocava una partita sì e due no, quest'anno che è titolare inamovibile, invece, guardate cosa sta combinando".

Dal punto di vista personale, l'attaccante nato a Calcinate, prova a identificare il suo percorso di crescita in quel di Bologna: "Inizialmente non so cosa sia successo, giocavo poco, e spesso, quando entravo, c'era da rimontare un risultato. Insomma, mica facile! Poi Pioli, evidentemente, deve aver notato che sono il primo ad arrivare all'allenamento, ma sempre l'ultimo ad andarsene. Il lavoro paga".

Gabbiadini tiene molto a fare bene con la maglia rossoblu, anche perchè in estate c'è l'Europeo Under 21, cui lui tiene in particolar modo: "Sin dal primo giorno con Ciro Ferrara ho fatto parte dell'Under, per cui voglio assolutamente andare in Isreale. Ci conto parecchio, anche perchè con i miei compagni di nazionale si è instaurato un feeling incredibile e l'ambiente è meraviglioso".

Ed a proposito di ambiente, da più di una parte si era letto di un Gabbiadini voglioso di far ritorno nella sua Bergamo: "Non è assolutamente vero che io voglia lasciare Bologna, ne' che volessi farlo qualche settimana addietro. Poi, per carità, i casoncelli bergamaschi mi piacciono più dei tortellini, ma io mangio tutto".

Ed a testimonianza del feeling di Manolo con la piazza di Bologna, arrivano anche attestati di stima ai suoi due compagni di reparto: "E' tutto più facile quando giochi al fianco di due campioni come Diamanti e Gilardino. Alessandro è molto altruista, ti passa sempre la palla, mentre Alberto è un campione sia dentro che fuori dal campo".

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