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"Sarà una sua decisione - rivela il 'Pupi', riferendosi allo spinoso caso dell'olandese - non so che accadrà. Pastore è un campione. Le sconfitte? Manca equilibrio, ma è normale".

Per 90 minuti, domenica a San Siro contro il Palermo, si parlerà finalmente soltanto di calcio giocato. Poi, inevitabile, da lunedì i riflettori torneranno ad accendersi sulla delicata vicenda Sneijder. L'olandese dell'Inter è il vero problema, grande problema di Moratti. Ma chissà che non si ravveda dopo le parole di Javier Zanetti.

"Gli ho parlato da capitano - afferma il capitano nerazzurro, presente all'appuntamento con l'Outlet Solidale della Fondazione Pupi - poi deciderà lui quello che vorrà fare. Sarà una sua scelta personale, e sinceramente non so quel che accadrà. Lui ha fatto la storia dell'Inter, ma in questa trattativa tutti devono essere felici. Col buon senso si può risolvere tutto".

L'ex trequartista del Real Madrid non scende in campo da due mesi, dal match di Verona col Chievo. Potrebbe restar fuori finché non deciderà di rinnovare. "Non so se giocherà domenica - continua Zanetti - E' tornato in gruppo, ma è una decisione che spetta al mister. Di certo però tutti sono importanti per questa Inter".

Tra le tante ipotesi di mercato, si è parlato anche di un arrivo a Milano di Javier Pastore, magari proprio in cambio di Sneijder, che così passerebbe al Paris Saint Germain. Zanetti accoglierebbe a braccia aperte il connazionale. "E' un campione, a Palermo lo abbiamo apprezzato tutti. Ma io penso a giocare, altri sono deputati a fare il mercato".

Domenica c'è la sfida al Palermo. Un'opportunità per ripartire dopo due sconfitte e un pareggio che hanno frenato la rincorsa alla capolista Juventus. "Ci sono i presupposti per far bene. Solo a Parma abbiamo perso male, perché con Atalanta e Cagliari meritavamo di più. E' mancato un po' di equilibrio dopo il filotto di vittorie, ma fa parte di un processo di crescita".

Sul suo futuro, Zanetti è chiaro: "Mi auguro di essere ancora in campo il prossimo anno. Ho voglia di giocare ancora, parlerò con Moratti: ma dentro o fuori dal campo sarò sempre legato all'Inter. Se continuerò, comunque, non sarà una sorpresa".

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