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Il centrocampista bianconero decise il suo primo derby, giocato a 8 anni, con una tripletta. Per il difensore del Toro è tempo per ricordare il rocambolesco arrivo in granata...

Colonna della Juventus e torinese di nascita. Chi più di Claudio Marchisio può sapere come si vive il derby della Mole, anche se in prima squadra, a causa dell'assenza dei granata dalla massima serie, ne ha vissuto uno solo, nel marzo 2009, deciso da una rete di Chiellini. Meglio ancora ripensare al primo derby della sua vita, vissuto alla tenera età di 8 anni e contrassegnato da una clamorosa tripletta.

Appena l'anno prima Marchisio era entrato nelle giovanili della Juve. "Claudio ha sempre sentito il derby in maniera particolare. Il giorno prima era più teso del solito, si chiudeva molto in sè stesso, andava a dormire alle nove di sera perché voleva essere in piena forma", ha raccontato il padre Stefano a 'TuttoSport'.

Lui c'era in tribuna quando il figlio rifilò ai 'cugini' il tris: "Eravamo al campo del Cenisia, accanto a me sedeva Nenè, al quale Boniperti aveva dato un ruolo nelle giovanili, e insieme commentavamo quelle reti. Tre goal in dribbling: Claudio aveva 8 anni e scimmiottava i campioni del tempo nell’esultanza. Allora giocava seconda punta e dalle sue urla di gioia si capiva che segnare al Toro gli dava una soddisfazione particolare".

Amarcord da derby, insomma. Anche per Angelo Ogbonna, sull'altro fronte, quello di domani sera sarà un appuntamento fondamentale. Oggi il difensore del Torino è una realtà del calcio italiano, concupito dalle big nostrane e non solo (Manchester United in prima fila). La sua ascesa, però, non è stata facile.

Ogbonna arrivò nelle giovanili granata una decina di anni fa, e non proprio con tutti gli onori. Il giocatore, proveniente come lui dal Cassino, che veramente colpì gli osservatori di allora fu un altro, che poi si rivelò soltanto una meteora: Paolo Grieco. Il primo provino fu positivo per quest'ultimo, non per Ogbonna, che venne considerato rivedibile.

"A un mese dal provino arrivò la notizia che ci avevano presi entrambi. In effetti volevano più il mio compagno, lui è Paolo Grieco, gioca in Eccellenza adesso, a Cassino e siamo proprio amici; a insistere un po' col signor Comi (il responsabile del vivaio granata, ndr) fu allora il mio allenatore, tipo una prova, non ero insomma io la prima scelta", ha raccontato lo stesso Ogbonna a 'Il calciatore', la rivista ufficiale dell’Aic.

Dopo averlo rivisto, però, "il Toro non se lo lasciò scappare e lo ha trasformato nel campione che è oggi", ha confidato l'ex osservatore Dari, che lo ha scoperto assieme al collega Zuffranieri.

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