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Il portiere invita i suoi a rimanere lucidi e concentrati. Giocando da Toro, a suo avviso, si può ottenere qualcosa. I precedenti del portiere con la Juve sono incoraggianti...

Dopo tre anni di assenza riecco il derby della Mole. Un appuntamento attesissimo soprattutto dai tifosi del Torino, a cui Jean Francois Gillet spera di fare un bel regalo domani sera. Lui di derby se ne intende, visto che in Puglia ha giocato quattro Bari-Lecce.

"Juventus-Torino però è un'altra cosa - assicura il belga alla 'Gazzetta dello Sport' - E' questo il derby, una partita di grande fascino, una gara che si prepara da sola. Il nuovo stadio per loro è il dodicesimo uomo in campo, porta punti. Cosa dirò ai miei compagni? Dobbiamo rimanere freddi, non farci prendere dalle emozioni, giocheremo con la bava alla bocca anche perché abbiamo fame di punti".

A suo dire, "vincerà chi avrà più fame o commetterà meno errori. Se faremo una gara da Toro qualcosa porteremo a casa". Gillet vanta degli ottimi precedenti con i bianconeri: due pareggi lo scorso anno col Bologna, e un successo per 3-1 ai tempi del Bari. "C'era Ventura in panchina, un goal lo segnò anche Meggiorini, la vittoria più bella, passammo un bel Natale".

Questa la sua opinione sugli errori arbitrali, che ultimamente hanno penalizzato i granata: "Rigori contro? Si può sbagliare, purtroppo hanno inciso sul risultato finale. Credo però che alla fine tutto venga compensato in una stagione, lo stupore è quando accadono di fila".

Fare carriera, confida, è stata dura: "Nessuno mi ha mai steso un tappeto rosso, anzi, dicevano che ero troppo piccolo per fare il portiere. Il futuro? Buffon fino a 40 anni può parare con la sigaretta in bocca. Io ho ancora due anni con il Torino, poi si vedrà".

E' possibile, secondo lui, fare un parallelo Ventura-Conte: "Diversi caratterialmente, simili perché cercano la vittoria attraverso il gioco. Conte a Bari ha fatto grandi cose, è stato un trascinatore, ha dato un'idea di gioco, come Ventura la scorsa stagione ha plasmato il Torino che voleva: nulla sul terreno di gioco avviene per caso, si studia tutto prima, sul campo i giocatori ripetono solo la lezione".

Nemmeno una parola, invece, sulla vicenda Scommessopoli: "Preferirei non commentare, comunque sono sereno".

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