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Il presidente dell'Aia ha anche voluto sottolineare come, secondo la sua opinione, sia cresciuto fortemente il livello internazionale delle giacchette nere italiane.

Come ogni anno di Serie A anche quest'anno gli arbitri sono nell'occhio del ciclone per alcune loro decisioni durante le gare. L'ultimo episodio si è verificato a San Siro, con il rigore assegnato da Rizzoli al Milan per il presunto fallo di mano in area di rigore di Isla. Sull'argomento e sulla situazione generale dei fischietti in Italia è intervenuto il rieletto presidente dell'Aia Marcello Nicchi.

"Dopo l'episodio di Milan-Juve ho sentito dei commenti ispirati al buon senso: perdere fa parte del gioco, come le decisioni degli arbitri, si deve accettare tutto. La gente non vuole fare più polemica. In campo comunque il rigore fischiato al Milan lo avrei dischiato anche io. In campo è sempre una frazione di secondo, per questo motivo non si devono mai mettere a confronto le decisioni con la moviola".

Successivamente Nicchi fa un appello agli addetti ai lavori perchè possano in futuro stemperare i toni e non accenderli con le loro dichiarazioni post-partita, spesso al vetriolo: "Spero che allenatori e giocatori eviteranno in futuro proteste plateali e che i dirigenti la smettano di fare i tifosi facendo dichiarazioni che gettano benzina sul fuoco. Un'altra cosa è certa, non accettiamo gli insulti. Anche perchè senza arbitri non si giocherebbe. Vanno bene le critiche, ma non le insinuazioni sulla mancanza di buona fede. Quando parliamo dei fischietti parliamo di persone che si allenano e faticano ogni giorno, non posso accettare che una svista passi per qualcosa di diverso, ci vuole maggiore rispetto. Dico solo una cosa, che siamo tornati grandi. Prima gli arbitri internazionali erano da 7, adesso sono da 10".

I giudici di porta sono considerati superflui, Nicchi non la pensa così... "Sino a questo momento della stagione hanno preso in totale 35 decisioni, 31 corrette. Occorre solamente perfezionare alcuni meccanismi. La tecnologia, a parte il goal-non goal, non passerà mai. Dico inoltre che spesso, purtroppo, ad alimentare i comportamenti sbagliati, è il fatto che molti addetti ai lavori non conoscono alla perfezione il regolamento".

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